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The Piper at the Gates of Dawn – Pink Floyd

L’album d’esordio dei Pink Floyd più che essere il lavoro di una band, è quello di un solista, geniale e innovativo: Syd Barrett, il diamante pazzo che dopo il primo album abbandonerà i Pink Floyd per una fulminea carriera solista che terminerà con 30 anni di isolamento nella sua casa di Cambridge. Syd Barrett, il silenzio più influente della storia del rock.

Ma prima dell’auto-segregazione ebbe il tempo di creare uno dei più grandi capolavori della musica: Il Pifferaio Alle Porte Dell’Alba. Questo è un album dai suoni spaziali, dalle melodie psichedeliche e, soprattutto, dai testi assolutamente innovativi rispetto a quelli proposti fino ad allora nel mondo del rock; l’infantilità dei testi barrettiani, che ricordano filastrocche per bambini, sono sconcertanti per la loro brillantezza, originalità e per il loro suono totalmente musicale. Sotto il punto di vista lirico l’apice dell’album viene raggiunto sicuramente da Matilda Mother, ma l’album è dominato anche da un mastodontico pezzo strumentale scritto a 8 mani dai Floyd, Interstellar Overdrive, dove si può capire perfettamente cosa significa la parola “psichedelia”. 9 minuti e 41 secondi di rumore, luci e viaggi che partono dalla puntina che scorre sul vinile fino ad entrare nella testa dell’ascoltatore, da cui non potrà mai più uscire.

Capolavoro Assoluto. Voto 10/10