Foto di scena ©Manuela Giusto

Stasera sono in Vena – Oscar De Summa

Together we stand, divided we fall. Forse qualcuno se lo ricorderà, era l’ultimo verso di Hey You, brano che apre il secondo disco di The Wall: correva l’anno 1979 e i Pink Floyd tentavano di abbattere un muro. “Insieme ce la facciamo (sopportiamo, ci opponiamo – numerose le accezioni del verbo inglese), divisi cadiamo”. Colonna sonora del nuovo appuntamento di Dominio Pubblico, sì, ma forse anche qualcosa di più che una citazione musicale.

Stasera sono in vena si apre con il colorato spaccato di una Puglia anni ’80: ragazzi spensierati, giri in macchina, serate brave al mare, e tanta buona musica rock. Ma a unire quest’allegra brigata di amici c’è qualcosa di più, un collante che va oltre un disco dei Doors o una cannetta sulla spiaggia, un ingrediente che li unisce tutti, sì, ma in una passione alienante, un’ossessione che li divora dall’interno e li lascia svuotati. Uno spettro sintetico chiamato eroina.

Sono innumerevoli i personaggi cui la prova febbrile e inarrestabile di Oscar De Summa (regista, autore e unico interprete) dà vita, eppure ad aleggiare nell’aria poco a poco emerge un volto soltanto, consumato, il ritratto di una generazione completamente dissipata tra spaccio, overdose e depressione. Forse a qualcuno potrà sembrare storia già nota, ma vale la pena mettere un attimo da parte le parole e rinfrescare – più che la memoria – l’immagine di quella desolazione. (diversa regione, ma dinamiche analoghe)

Nella sua avvincente narrazione l’artista pugliese non ne parla esplicitamente, accenna piuttosto alla Sacra Corona Unita e allo spaccio della criminalità organizzata, ma il pensiero torna indietro, scava nella storia e ricorda quella pagina ignominiosa che fu principio di tanti mali. Dice niente il nome Operazione Bluemoon? Contestazioni studentesche, stragismo, uno stato in ginocchio: la CIA e i servizi segreti italiani decidono di immettere sul mercato nero un notevole quantitativo di eroina e droghe psicotrope così da frenare e disperdere le ribellioni dei giovani di sinistra. Si contarono circa mille morti di overdose all’anno. Neofascismo, mafia, trattativa: i frutti corrotti di quella strategia poi sono divenuti – più o meno – noti.

Ecco allora che scartando via la patina del passato “trito e lontano”, lo spettacolo di De Summa si incunea vibrante nel presente, in un solco tutto contemporaneo, quello di una realtà, la nostra, in cui le armi di dispersione si sono fatte ancora più sottili, efficaci e prevaricanti: consumismo, ipertecnologia, pseudo-ideologia in pillole cinguettanti. E lo scollamento sociale è sotto gli occhi di tutti.

De Summa, dunque, recupera la recente stagione del teatro civile italiano e torna a pronunciare un monito che possa in qualche modo riallacciare i fili di una società inconsapevolmente lacerata. Together we stand, divided we fall.

Ascolto consigliato

Teatro dell’Orologio, Roma – 25 novembre 2014

In apertura: Foto di scena ©Manuela Giusto