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Paper Street intervista Claudio Chiaverotti

Dopo aver accompagnato una generazione di giovani e meno giovani per le strade della Nuova Inghilterra insieme al suo Brendon, Claudio Chiaverotti torna sulla scena con un nuovo personaggio pieno di tormenti e con un grande senso della giustizia.
Parliamo di Morgan Lost, fumetto metropolitano a tinte grigio-rosse, un vero e proprio action/thriller intriso di mistero che darà ancor più lustro alla famiglia Bonelli.
Scambiando due chiacchiere con Claudio Chiaverotti abbiamo scoperto che le sue paranoie modellano il carattere e lo stile del suo stesso personaggio.

Il nome del tuo personaggio, Morgan Lost, mi affascina molto. Sembra quasi che sia un personaggio perduto in se stesso? Nomen Omen come si è solito dire.

Si assolutamente, l’idea era proprio quella di creare un personaggio perduto nei suoi tormenti, ma anche nelle sue follie.

Il cinema è una parte fondamentale nel tuo lavoro, nel primo albo ho colto alcune citazioni cinematografiche. Tu sei un grande appassionato di cinema così come lo stesso Morgan Lost. Quanto sarà importante l’influenza del cinema in questo fumetto?

Sarà fondamentale, nel senso che le stesse storie sono strutturate e vengono pensate come dei film, con il monologo interiore del personaggio fuori campo. Quindi cerco di raccontarlo come un vero e proprio film e non è un caso che in chiusura del primo albo (diviso in due) ci sia scritto fine primo tempo al posto del canonico fine dell’episodio.

Un particolare che salta subito agli occhi è l’uso del colore rosso usato insieme al classico bianco e nero. A cosa è dovuta questa scelta?

La scelta è intanto grafica per proporre qualcosa di nuovo all’interno del panorama Bonelli, ma anche nel fumetto in sé; nel senso che è un rosso d’atmosfera, è un rosso fotografico quindi particolare e che prende parecchio parte alla tavola e alle vignette.
È giustificato dal fatto che il protagonista è daltonico e quindi vede la realtà a sfumature di grigio e rosso.
Ho voluto creare una sorta di tridimensionalità e fare in modo che il lettore leggesse le storie di Morgan Lost come se fossero viste attraverso i suoi stessi occhi.

Faccio fatica a definire Morgan Lost come un eroe (nel senso classico del termine); sembra più un uomo comune con un passato tormentato che cerca di combattere i propri demoni. È questa l’idea che vuoi dare ai tuoi lettori?

Sì, è proprio questo. Io cerco sempre di non usare il termine eroe perché Morgan è tutto fuorché un eroe; è un personaggio tormentato e ho cercato di crearlo attraverso le sue debolezze. Per esempio quando rivive determinati traumi del passato balbetta.
Quindi è tutt’altro che un eroe tutto d’un pezzo, è una persona raccontata attraverso le sue debolezze e le sue fragilità.

Fare un parallelo con Brendon (che ricordiamo ritorna in estate con uno speciale) è doveroso. In Morgan hai messo qualcosa del tuo cavaliere di ventura? Oppure sono due personaggi totalmente diversi?

Allora io spero di averli tenuti abbastanza separati, anzi molto separati; come tipo di ambientazione come tipo di personaggio. Chiaro che sono figli dello stesso padre e quindi potrebbero esserci delle somiglianze di fondo: come il senso della giustizia per esempio, che c’era in Brendon e ci sarà anche in Morgan Lost, che è segnato da un dramma del passato. Però io li vedo piuttosto lontani l’uno dall’altro.
Se ci può essere qualche punto in comune sarà in qualche lato del carattere, ma ho cercato di diversificarli parecchio anche perché obiettivamente in Morgan Lost ho messo le mie paranoie più metropolitane, come per esempio quella dell’insonnia o anche l’amore per il cinema e per i silenzi della notte; soprattutto cinema e insonnia sono cose prettamente metropolitane che in Bredon non potevano starci.
Mentre in quest’ultimo personaggio di mio c’è la voglia di partire e fuggire, da dove non si sa, però lontano. Morgan Lost è un action thriller metropolitano, è la storia di qualcuno che lotta lì nella città dove vive.

Il primo albo è disegnato da Michele Rubini e prossimamente ci sarà anche Lola Airaghi. Molti si stanno chiedendo: farà parte della famiglia di Morgan Lost anche Corrado Roi?

Mi piacerebbe molto, al momento non c’è, ma come tu sai Roi è un creatore di atmosfera e a me piace moltissimo. Diciamo che qui siamo partiti con disegnatori che io apprezzo molto: abbiamo Rubini al primo, Talami al secondo, Freghieri da Dylan Dog al terzo, Val Romeo al quarto e poi via così con Lola Airaghi che arriva tra poco. Corrado Roi mi farebbe molto piacere e se tutto andrà per il meglio, chi lo sa!

Le donne hanno avuto una parte importante sia in Dylan Dog che in Brendon. Anche per Morgan Lost sarà lo stesso?

Per Morgan Lost lo sarà anche di più perché ci saranno dei comprimari a rotazione (anche se non in tutti i numeri) che per l’85% saranno femminili. Non solo, ma il comprimario più importante che arriverà nel secondo numero sarà una donna. Quindi hanno un’importanza forse ancora più pregnante, anche perché mi piaceva contrapporre lui come uomo al mondo femminile, tratteggiando tante figure di donna attorno a lui.