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Occhio alla TV! La settimana televisiva su Paper Street (Nona Puntata)

“Vengo dopo il Tg!”. I più giovani non se lo ricorderanno ma era lo storico ritornello della sigla di “Indietro tutta” cantata da un giovane Nino Frassica che al fianco del geniale Renzo Arbore già alla fine degli anni ‘90, ironizzava sul politicante e compiacente modo di fare Tg, anticipando genialmente la satira odierna. In questa puntata di Occhio alla tv!, proveremo ad osservare – come ho fatto io in questa settimana per voi – una giornata intera di Tg per valutare se l’informazione nel nostro paese è autentica o ridotta a Format tv. Per condurre questa analisi in maniera completa, ci occuperemo di questo per almeno 3 puntate della Rubrica Tv di Paper Street.

La metafora sarà: la famiglia “allargata” dell’informazione tv in Italia. Partiamo dal più datato, il Tg1 con la sua istituzionalità e compiacenza, frutto di anni in cui la testata giornalistica del primo canale era il punto di riferimento per qualsiasi comunicazione politica, economica, o per il semplice augurio di buon anno alla nazione da parte del Presidente della Repubblica. Il pubblico che attrae è mediamente tradizionale, dai 60 anni in sù.
Le rubriche storiche del Tg sono i cosiddetti focus (troppi da ricordare).
I più significativi e seguiti sono il focus libri “Billy”, rubrica dedicata alla lettura e “DoReCiakGulp” che si occupa di musica e costume guidata dall’inossidabile Vincenzo Mollica.
Per identificare metaforicamente il Tg1 possiamo definirlo come il vecchio nonno saggio, conservatore e poco incline al cambiamento.

Spostandoci solo di un tasto a destra rispetto a qualunque telecomando, incappiamo, solamente dalle ore 10 sul non bel identificato Tg2.
Nato da solidissime basi culturali nel tentativo di narrare la notizia e non semplicemente annunciarla. (primi conduttori Alberto Angela, Andrea Barbato).
Come spesso capita di rilevare ultimamente, la seconda rete Rai pare aver perso negli ultimi tempi la bussola della propria identità, di riferimento per il suo target. Ma altrettanto vero è che nel suo passato Rai2 ha visto un Renzo Arbore innovare il varietà Rai proprio sul secondo canale, così come accadde anche all’informazione e alla notizia grazie a mostri sacri come Brando Giordani o Emilio Ravel, i quali diedero vita (a metà degli anni ‘90, all’interno del neonato Tg2) al cosiddetto “Rotocalco”, nuovo genere di informazione e approfondimento dove spettacolo e notizia si intrecciano armonicamente. Forte di questa nobilissima eredità, il Tg2, schiera una serie di rubriche al suo interno (anche in questo caso troppe da ricordare). Le più identificative per il suo ruolo socio-comunicativo sono: “Tg2 medicina33” traghettato dal sempre-verde Luciano Onder, “Tg2 costume e società” con servizi dettagliati, sofisticati e imperdibili per il pubblico femminile e “Tg2 Si Viaggiare” con un un’incredibile energia e cura delle immagini.
Che posto ricopre nella famiglia il Tg2? Quello della “mamma” consapevole del suo passato, rassicurante, intellettualmente onesta, mai sopra le righe.

Nella prossima puntata di “Occhio alla Tv”, vedremo come si completerà la famiglia allargata dell’informazione Tv! A Domenica prossima.