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Nightmare N.7

Il conflitto tra uomo e società nell'incubo visionario di Lorenzo Collalti

È un po’ come quando, dopo un sogno, ci si sveglia all’improvviso e per qualche secondo si perde la cognizione spazio-temporale: questa è la sensazione di spaesamento iniziale lasciata da Nightmare N.7 del giovane regista e drammaturgo Lorenzo Collalti. Ma è solo questione di attimi, perché poi tutto si ricompone e ci si rende conto che qualcosa – d’importante – è davvero accaduto. Ed è stato tutt’altro che un sogno.

Sul palco spoglio del teatro Cometa Off, tre uomini elegantemente vestiti giocano a carte. Poi, quasi sospinto da un’attrazione misteriosa, un altro uomo è catapultato dal nulla sul palco. I tre sono un avvocato (Lorenzo Parrotto), un ingegnere (Cosimo Frascella) e un filosofo (Pavel Zelinskiy): allegorie personificate di una potenziale classe dirigente. Il malcapitato, il nervoso e insofferente Luca Carbone, è invece un giovane che ha perso la memoria, non ha idea del perché sia lì, né tantomeno chi sia.

Ci ricorda qualcosa? Forse perché, in realtà, egli non è nientemeno che l’uomo contemporaneo al cospetto della società. In fondo, chi è che oggi sa davvero chi sia e perché si trovi qui? O se volessimo essere meno esistenzialisti: chi è che conserva ancora una memoria nell’era tecnologica 2.0?

Se non si è più nessuno, allora si può essere tutto. Ecco che i tre, fin da un semplice “prenda un tè” – coercizione mascherata da cortesia – si divertiranno a plasmare, manipolare, riempire l’identità del ragazzo in un gioco esilarante e insieme spietato eretto sul potere di un linguaggio che non solo costruisce la realtà ma che finisce per diventare la realtà stessa.

Ed è forse la cura –  quasi l’ossessione – per la parola il tratto che colpisce maggiormente nel lavoro di Collalti: una parola che attraversa diversi stili, registri e dialetti – e che viene qui sfruttata, declinata, interrogata in tutte le sue possibilità fino a cancellare la sua patina quotidiana – e innesca un cortocircuito straniante fra finzione e realtà detonando una comicità travolgente. Si susseguiranno così, fra le altre, una seduta psicanalitica, un quiz televisivo, un esame di maturità, il tutto seguendo una coerenza onirica – passando quindi agilmente da una scena all’altra senza “spiegare” mai bene in che modo – fino ad arrivare alla parodia del processo finale, diventando di fatto un’ironica accusa all’autore stesso che immagina le possibili imputazioni alla sua drammaturgia.

Sono scenari quotidiani, ma che trasferiti su un piano surreale manifestano i loro aspetti più allarmanti e veritieri, dimostrando come la realtà circostante influenzi e modelli l’identità dell’individuo, che è di fatto il risultato di molteplici relazioni di potere – e, qui, il pensiero di Michel Foucault sembra permeare lo spettacolo insieme ai tanti riferimenti espliciti che comprendono Kafka, Dürenmatt, Palazzeschi, ma anche Carroll – di cui è in balìa senza accorgersene e potersi divincolare: proprio come il protagonista, che accetta tutte le vessazioni senza mai re-agire davvero.

La regia di Collalti ha un ritmo serrato e implacabile, rigorosa in ogni suo aspetto, a cominciare dalle geometrie spaziali abitate dai quattro brillanti attori, abili nel creare un gruppo compatto sempre in movimento che respira, si sviluppa e infine implode insieme. Non un vezzo accademico (tutto il cast viene dalla Silvio d’Amico) contamina la messa in scena.

Come si prefigge il migliore teatro, Nightmare N. 7 incide la realtà senza citarla direttamente, sprigionando, nell’incubo surreale, tutto il reale che non vogliamo, o forse non possiamo, vedere. Tuttavia, a nostro avviso, la riflessione sul rapporto tra l’uomo e la società che questo sagace divertissement sottende, potrebbe diventare ancora più incisiva di quanto già non sia. Tra rimandi, citazioni e temi sollevati, c’è da perdersi in questo labirinto di specchi, per citare Il Minotauro, e forse il rischio è quello di sovrapporre più piani e lasciare sospesi dei nodi che potrebbero essere approfonditi ancora di più; i presupposti per farlo ci sono tutti.

Ascolto consigliato

Teatro Cometa Off, Roma – 14 gennaio 2017

NIGHTMARE N.7
regia e drammaturgia di Lorenzo Collalti
assistente alla regia Alfredo Calicchio
con Luca Carbone, Cosimo Frascella, Lorenzo Parrotto, Pavel Zelinskiydirettore di produzione Federico Perrotta
amministratore di compagnia Antonio Cocciardi