Foto ©Laila Pozzo

Amore vendesi

La Compagnia del Sole porta in scena Love&Money di Dennis Kelly

Una fetta consistente della produzione hollywoodiana comprende le ben note commedie – o drammi – sentimentali: pellicole dal facile incasso al botteghino e ormai ben radicate anche nel cinema europeo. Le variazioni nelle loro sceneggiature sono minime, creando, nel corso degli anni, una formula sempre più prevedibile: un uomo/donna caratterizzato – per indole o autodifesa – da una forte componente di cinismo incontrerà per caso una donna/uomo che gli/le creerà forti dilemmi esistenziali. Così, tra vita professionale parzialmente accantonata e corteggiamenti serrati, l’amore sarà il grande vincitore. Sempre.

Cosa spinge, dunque, il pubblico ad affollare le sale cinematografiche per assistere – mese dopo mese, anno dopo anno – fondamentalmente allo stesso film? Forse lo spettatore ha ancora bisogno di trovare nel mondo fittizio quel barlume di speranza che non riesce a scorgere nel grigiore quotidiano; di uno spiraglio di luce che conforti la propria esistenza. Ma nel mondo teatrale c’è qualcuno che non è molto d’accordo con questa ottimistica visione della vita, e lo spiraglio di luce tanto atteso non solo non lo concede ma lo nega categoricamente. Stiamo parlando di Dennis Kelly, drammaturgo britannico attualmente tra i più quotati a livello mondiale, e autore di Love&Money, testo messo in scena dalla Compagnia del Sole per la regia di Marinella Anaclerio.

Foto ©Laila Pozzo

Un muro bianco dalla forma irregolare è l’elemento scenografico che sovrasta la scena. Dalla sua scomposizione prendono vita i personaggi della pièce: la coppia di genitori in visita alla tomba della propria figlia, la spietata dirigente d’azienda con dei rancori verso l’ex ragazzo, il molesto tentatore di un bar e la sua vittima, e gli sprezzanti agenti della nuova economia. L’irregolarità temporale rende questi frammenti di vita quotidiana apparentemente indipendenti tra loro, ma in realtà scopriremo, passo dopo passo, il loro legame con David e Jess – i veri protagonisti di questo spettacolo – e con il loro definitivo naufragio individuale e di coppia.

Il linguaggio utilizzato è politicamente scorretto e rarefatto. Frasi brevi e spezzate, interrotte e arginate, silenzi e rapide riprese: tutto ha un senso compiuto – anche il monosillabo – nel nuovo modello di comunicazione, quello dei social network e della messaggistica istantanea che sempre più entra a far parte del mondo reale, varcando le soglie costantemente assottigliate di quello virtuale. Così, in questo continuo duello verbale, i protagonisti in scena (Stella Addario, Flavio Albanese, Antonella Carone, Patrizia Labianca, Tony Marzolla, Domenico Piscopo) rivelano la propria reale natura di eterni vinti messi in ginocchio, senza troppa resistenza, dai colpi del dio denaro. L’amore talvolta riaffiora anche, ma è subito spento dal potere dei soldi. Qui sono loro a vincere. Sempre.

Foto ©Laila Pozzo

Le musiche e il disegno luci (Franz Catacchio) acuiscono il clima algido e cinico di un testo ben padroneggiato dagli attori che, tuttavia, interpretando più di un ruolo nella messinscena, non sempre riescono a rendere incisivi in egual misura i rispettivi personaggi o le differenti “fasi” degli stessi. Si ricorre, infatti, al cambio netto di personalità, talvolta abbondando d’istrionismi o eccessive pacatezze, quando forse occorrerebbe misurarsi con i dettagli e le piccole sfumature che rendono questi personaggi così diversi ma al contempo così simili tra loro.

Non è dunque uno spettacolo per romantici nostalgici Love&Money; ce lo dimostra la Compagnia del Sole riuscendo a trasmettere, nonostante qualche incertezza, tutta l’ironia tagliente di un testo e di un autore che raccontano i piccoli grandi paradossi con cui l’uomo contemporaneo dovrà, prima o poi, necessariamente fare i conti.

Ascolto consigliato

Teatro Kismet, Bari – 15 dicembre 2016

In apertura: Foto ©Laila Pozzo