Don-Gallo

Milano Libera Tutti

Ti aspetti la musica e il rock, ma la vera rock star ieri sera a Milano Libera Tutti, manifestazione di chiusura della campagna elettorale di Giuliano Pisapia in corsa per le comunali del capoluogo meneghino, è stata Don Andrea Gallo.

È lui, il prete ribelle, quello capace di infiammare davvero una platea vastissima, numericamente oltre ogni aspettativa, che si raduna nel piazzale Duca d’Aosta, fuori da Stazione Centrale, arrivata un po’ per la politica e un po’ per la musica. Ma conta esserci, e questo è abbastanza: pubblico molto numeroso, segno da un lato della evidente e forte voglia di cambiamento di una parte della città, e dall’altro di una serata canoro-sociale di indubbio impatto, che ha alternato sul palco alcune delle migliori rock band italiane.

E siccome non siamo qui a parlare di politica, ma di musica, parliamo di chi ha suonato e diciamo che la serata musicale è stata inficiata da un difetto di rilievo: il volume, basso, troppo basso perché la platea tutta – si sentiva bene fino a metà piazza, all’incirca – potesse godere appieno delle performance, attese, di calibri come Dente (ottimo), Ministri (ottimi), Marta Sui Tubi, Casino Royale, in ordine di entrata, sino al clou rappresentato dal set acustico di Samuel e Max dei Subsonica (Istrice acustica proprio non rende, sorry) e da una veloce quanto intensa tripletta finale firmata Afterhours, apparsi tonici e in splendida forma.

Ma come detto, la musica in fondo è passata in secondo piano. Per la gran parte dei presenti contava esserci, per più d’un motivo, e per chi ha potuto sentire, le band non hanno deluso le attese.

E così, anche per colpa del volume, ma soprattutto grazie alla sua verve senza tempo, a fare la rock star ci ha pensato il prete ragazzino, che cita Gramsci e regala entusiasmo alla folla come nessun altro né prima né dopo. Alle 23,30 si chiude, e la Milano che vuole cambiare sfolla a casa. Tra pochi giorni il verdetto.