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L’hotel degli amori smarriti

Un’elegante e cerebrale commedia dagli echi alleniani

L’hotel degli amori smarriti, dopo l’uscita in sala nel mese di febbraio interrotta dall’emergenza sanitaria, torna disponibile sulle principali piattaforme digitali. Il film di Christophe Honoré racconta la crisi di una coppia sposata da più di vent’anni: Maria (Chiara Mastroianni) da tempo tradisce Richard (Benjamin Biolay, curiosamente ex marito della stessa Mastroianni). Dopo essere stata scoperta, Maria si trasferisce nell’hotel di fronte al loro appartamento dove può osservare la reazione del marito al suo momentaneo abbandono, ma non solo. Lì dentro, infatti, ben presto fanno la loro comparsa, in carne e ossa, i fantasmi del passato di Maria. Quest’ultima li accoglie con una naturalezza comica e quasi parossistica. Prima incontra Richard venticinquenne (Vincent Lacoste), poi Irène (Camille Cottin), insegnante di piano e primo amore di Richard, quindi la madre e la nonna le quali sciorinano tutte le avventure extraconiugali da lei avute e, infine, con un trapasso ai limiti del surreale, la stessa sua volontà che prende le sembianze di un “particolare” Charles Aznavour.

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Maria si confronta con tutti questi “personaggi” e permette loro di interagire anche con lo stesso Richard dall’altra parte della strada, sempre più emblema esistenziale della frattura tra i due. Maria e Richard, trovandosi di fronte al marito in versione giovanile e alla prima amante, sentono riemergere i rimpianti, i dilemmi e i silenzi che hanno serpeggiato tacitamente nella loro vita di coppia: dalla scelta di non avere figli al modo di intendere l’amore e di vivere la sessualità nella consapevolezza che i corpi cambiano.

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I dialoghi tra i vari personaggi sono spesso venati da un’esilarante comicità; del resto rispecchiano l’assurda situazione che si è venuta a creare nella camera dove si trova Maria (il titolo originale del film è Chambre 212, dove 212 è in riferimento all’articolo del codice civile francese che prevede mutuo rispetto e fedeltà tra i coniugi). Sotto-traccia, tuttavia, lavorano intensamente anche gli elementi tragico-nostalgici riguardanti i cambiamenti ai quali la vita costringe di fronte alle evoluzioni dell’amore e alla tristezza malinconica per ciò che non si è potuto realizzare. Questo sfondo introspettivo tra passato e presente, arricchito da numerose citazioni letterarie e cinematografiche, è ben congegnato e rende L’hotel degli amori smarriti un film che sa divertire in modo non banale. Honoré ha saputo costruire un’elegante e cerebrale commedia dagli echi alleniani, avvalendosi peraltro di un cast affiatato. Su tutti, spicca Chiara Mastroianni (non a caso premiata come miglior attrice nella sezione Un certain regard a Cannes 2019) brillante e disinvolta nell’interpretare Marie e le sue pungenti ritrosie alle consuetudini di un rapporto stabile.