Futuri_Maestri_Spettacolo_ph_Luciano_Paselli (2)

La Peste dei giovani

L'invasione dei ‘Futuri Maestri’ a Bologna con il Teatro dell’Argine

Siamo un Paese vecchio, di vecchi, gerontocratico. Ci perseguitano questi vegliardi. Non ne vogliono sapere di farsi da parte. E la gioventù intanto soffre, patisce, poverina e sventurata, schiacciata, vessata, come farà? che ne sarà? Ahinoi, ahinoi.

A forza di raccontarcela questa storiella ci stiamo credendo. Che per carità, della verità c’è pure, ma questa retorica melodrammatico giovanilista ci è già costata mille illuminanti giorni di Renzi. E non è che nel piccolo piccolo mondo del teatro stia andando tanto meglio.

Norman Rockwell No swimming (1921) ©Norman Rockwell Museum, Stockbridge, USA

Norman Rockwell No swimming (1921) ©Norman Rockwell Museum, Stockbridge, USA

Perché finché si stanziano dei fondi per gli emergenti è un conto, ma quando questa iniezione si deve trasformare in una autoassoluzione del giovane in quanto “giovane, fresco, promettente” così da giustificare il sostegno a progetti fragili, nati troppo spesso più per accaparrarsi il bando che per esigenze espressive profondamente artistiche, allora, be’, la cosa diventa un po’ ridicola. Carmelo Bene fece il suo primo Pinocchio a 24 anni, De Berardinis e Peragallo l’Amleto a 27 e 24, Quartucci, Vasilicò, Nanni, Perlini a… lasciamo stare.

Il problema non è l’età ma l’intoppo generazionale. Perché anziché promuovere gli under35 non si avviano progetti transgenerazionali? Cose ce ne facciamo di questa ricorrente ostentazione di ingenuità, indi(e)pendenza e autodidattismo?

Eric Fischl Sleepwalker (1979) ©Eric Fischl

Eric Fischl Sleepwalker (1979) ©Eric Fischl

Non si può fare però di tutta l’erba un fascio, esistono per fortuna realtà virtuose: vengono in mente le Albe e la non-scuola, Maurizio Sguotti e Kronoteatro, le ultime produzioni di Michele Sinisi con Elsinor. O ad esempio Futuri Maestri, il recente macroprogetto del Teatro dell’Argine che ha letteralmente invaso l’Arena del Sole di Bologna con oltre 300 ragazzi.

Il progetto affonda le sue radici in vent’anni e più di esperienza di “teatro partecipato” della pluripremiata compagnia di San Lazzaro. Nell’estate 2015 la prima intuizione: raccontare il presente di chi e con chi il presente lo sta cominciando ad attraversare per la prima volta. Seguiranno incontri, laboratori, scritture, uno spettacolo. Arriviamo all’autunno del 2016: il materiale raccolto è ormai maturo per una nuova fase. Da dicembre a maggio parteciperanno attivamente oltre mille bambini e ragazzi dalle primarie alle superiori, 73 classi per 32 istituti coinvolti. A marzo la prima prova collettiva dei «Mille». Dopo ulteriori incontri, eventi, prove—a giugno il debutto.

Foto ©Luciano Paselli

Foto ©Luciano Paselli

Ciò che salta subito all’occhio di questo macroprogetto è la matrice teatrale, che diversamente da esperienze analoghe non rimane una semplice cornice entro cui inscrivere l’esito del lungo percorso ma, al contrario, si sostanzia in uno spettacolo a tutti gli effetti. Per l’occasione la platea del Teatro bolognese si è fatta letteralmente arena, estendendo l’assito del palco fino al fondo della sala. Cos’è dunque che va in scena?

Foto di scena ©Luciano Paselli

Foto di scena ©Luciano Paselli

Quello di Futuri maestri è un viaggio iniziatico. Come in un romanzo di formazione, i giovani protagonisti partono da quel presupposto che non è certo di quest’epoca ma proprio di ogni tempo: le nuove generazioni si sentono inascoltate e malsopportano la supponenza con cui vengono liquidate dai «grandi». Vorrebbero affermarsi, gridare la propria voce, capovolgere quest’appestamento di apatia e omologazione, ma ancora non hanno sviluppato un’identità: manca loro l’esperienza.

Foto di scena ©Luciano Paselli

Foto di scena ©Luciano Paselli

Si incammineranno così di «mondo» in «mondo», toccando cinque temi archetipici: amore, guerra, lavoro, crisi, migrazione. Ogni volta una disillusione, ogni volta un’evoluzione individuale. E a ogni nuovo difficile incontro, lo sciame crescerà: arricchendosi di colori e complessità.

Foto di scena ©Luciano Paselli

Foto di scena ©Luciano Paselli

Alla ricerca della propria terra, del proprio «place to be», si moltiplicano i dubbi, si frantumano le certezze, le pretese, le insofferenze, la capacità di interrogarsi e mettersi in discussione evolve, cogliendo passo dopo passo le sfumature del bolso grigiume del mondo degli adulti. Le scritture di questi piccoli grandi protagonisti si mescolano attraverso l’esperienza e la sensibilità del Teatro dell’Agine andando a comporre una ricchissima drammaturgia in cui ritorna la lezione degli autori del passato (un’immersione che idealmente va da Aristofane a Calvino, in cui si possono cogliere echi di Campanella, Leopardi, Pasolini e tanti tanti altri ancora, dentro e fuori i nostri confini) mescolandosi con i protagonisti del nostro tempo, fino a giungere a una domanda che a nostro avviso raccoglie in sé tutto lo spirito di questo felice percorso:

Se esiste [un mondo migliore], quelli prima di noi perché non l’hanno trovato?

Winslow Homer The Adirondack Guide (1894) Museum of Fine Arts, Boston, USA

Homer Winslow The Adirondack Guide (1894) Museum of Fine Arts, Boston, USA

Una domanda preziosa, fondamentale, così semplice e lampante che troppo spesso finiamo per smarrire incalzati come siamo dalle nostre egoistiche urgenze. Ed è in questo inestimabile dialogo intergenerazionale che Futuri maestri ci mostra un serio percorso di costruzione di futuro. Un’eredità vivente. A partire da qui, da oggi, portandovi a convergere chi ha dimenticato la propria primavera e chi non saprebbe come sopravvivere all’inverno.

Foto di scena ©Luciano Paselli

Foto di scena ©Luciano Paselli

Così, di replica in replica il vasto cast di giovani attori ha incontrato ogni sera un maestro d’eccezione (scrittori, giornalisti, medici, procuratori, ecc.) che ha loro consegnato nuove parole, nuovi semi da custodire e coltivare e crescere. Perché solo così, concretamente, quotidianamente, fuor di retorica, è possibile avere una continuità culturale che sia veramente tale: crescendo insieme.

Foto di scena ©Luciano Paselli

Foto di scena ©Luciano Paselli

La potenza sprigionata da questa smisurata folla di ragazzi è a dir poco toccante; e traccia con grazia, abnegazione e lucidità quel ponte generazionale che tanti troppi progetti teatrali tentano solo maldestramente, confondendo troppo spesso autolegittimazione con pregnanza.

Foto di scena ©Luciano Paselli

Foto di scena ©Luciano Paselli

Con Futuri maestri il teatro – come pronunciato nel quinto e ultimo capitolo dello spettacolo – torna a farsi sentire «luogo del contagio».

Ascolto consigliato

Per approfondire:
• Il Blog ufficiale di Futuri Maestri
• Futuri Maestri. Il teatro della pedagogia, di Francesco Brusa e Lorenzo Donati (DoppioZero)

FUTURI MAESTRI
Uno spettacolo del Teatro dell’Argine
Di e con 1.000 bambini, bambine e adolescenti
tra cui i 50 special (che poi sono 90)
il Coro di Voci Bianche e il Coro Giovanile del Teatro Comunale di Bologna (dal 3 al 6 giugno)
i bambini e le bambine di Montegallo, L’Aquila e Mirandola (8 giugno)
Con gli attori e le attrici del Teatro dell’Argine Clio Abbate, Giacomo Armaroli, Micaela Casalboni, Lea Cirianni, Vittoria De Carlo, Deborah Fortini, Giulia Franzaresi, Paolo Fronticelli, Gigliola Fuiano, Gloria Gulino, Francesco Izzo Vegliante
Coordinamento registico Andrea Paolucci, Nicola Bonazzi, Vincenzo Picone, Mattia De Luca, Paolo Fronticelli, Giacomo Armaroli
Coordinamento drammaturgico Nicola Bonazzi, Andrea Paolucci, Vincenzo Picone, Mattia De Luca
Movimenti d’insieme Patrizia Proclivi Direzione del Coro Alhambra Superchi
Con 9 maestri del nostro tempo Simonetta Agnello Hornby (avvocatessa e scrittrice), Paola Caridi (giornalista ed esperta di Medio Oriente), Ignazio De Francisci (Procuratore Generale di Bologna), Alessandro Frigiola (cardiochirurgo infantile fondatore dell’associazione Bambini cardiopatici nel mondo), Giuseppe La Rosa (soccorritore navale della Guardia Costiera), Loredana Lipperini (giornalista e scrittrice), Alessandra Morelli (Delegata dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati-UNHCR), Gabriele Del Grande (giornalista, scrittore e documentarista), Yusra Mardini (nuotatrice Team Refugees e Ambasciatrice di Buona Volontà dell’UNHCR)