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La Gelosia – Philippe Garrel

Garrel (ri)torna su se stesso. Il protagonista di La gelosia è un trentenne alle prese con le donne della sua vita, che entrano ed escono con una disinvoltura disarmante. Oltre a punti fermi quali sua figlia e sua sorella, tutte le altre sono per lo più satelliti che si intercambiano continuamente, mettendo in seria crisi la stabilità emotiva di Louis (Louis Garrel, ancora una volta attore feticcio del padre). Le relazioni e le loro deviazioni dolci quanto caduche quanto naturali. Il nonno che dirige la nipote attraverso il figlio rende idea della continua frattura che regge qualsiasi relazione, da quella famigliare a quelle che durano solo una notte. Quella discontinuità che porta piccole disavventure come grandi traumi ma che vivificano in un certo senso l’amore stesso.

La gelosia, è in fondo solo una piccolissima riflessione sul nostro reagire al sentimento, che passa da essere comportamentista e poetica in un brevissimo spazio. Siamo tutti (dis)illusi, quanto tutto è labile nell’anima di uomini e donne che cercano di incontrarsi. Nel tempo del film, anche quando possiamo essere distratti, noi stessi cambiamo e le immagini diventano didascalie proprio quando noi vorremo ancora vederle per un po’, anche solo per farci coccolare. La Nouvelle Vague che si ristruttura, quando meno te lo aspetti, con la stessa magia.

la gelosia garrel

E questa scrittura famigliare diventa sempre più forte e potente nell’atto continuo del bisogno di affrontare il proprio passato, di mettere in scena continuamente la propria vita per non dimenticarsela o forse solo per restituirla. Ogni personaggio diventa un simbolo, di giovinezza come di vecchiaia, quando l’amore non basta per sussistersi ma allo stesso tempo è troppo importante per volerne/poterne fare a meno. Garrel per l’ennesima volta cerca di coglierlo, per donarlo intimamente a ciascuno di noi, anche se questo continua a sfuggire a sfaldarsi sotto la nostra ragione colma di paure. Rimane l’ombra del sentimento, rimaniamo noi a contemplarlo. Straordinariamente emozionante.