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The Unknown Known – Errol Morris

The Unknown Known, l’ignoto noto, ovvero quello che pensiamo di sapere e che realizziamo poi di non sapere affatto. Il biglietto da visita di Errol Morris in questa 70esima Mostra del Cinema di Venezia è una pellicola dal titolo indecifrabile che spicca immediatamente per la sua diversità: non è un un film di finzione né un film d’animazione, ma un documentario puntuale ed esaustivo sulla carriera politica di Donald Rumsfeld, segretario della Difesa nell’amministrazione Bush e per molti anni tra le persone più influenti degli Stati Uniti d’America.

In un flusso continuo di domande e risposte si dispiega più o meno linearmente il cursus honorum di Donald Rumsfeld ch,e incitato da Morris, interlocutore non visto, detta il ritmo di una narrazione difficile ma mai noiosa. Ai vertici del paese per la maggior parte della sua vita, enfant prodige della politica, Rumsfeld è in realtà la pedina di cui si serve Morris per far luce su pagine di storia americana relativamente recenti ma ancora avvolte dal dubbio e dall’ambiguità. Morris affronta con lui qualsiasi tipo di questione, dalla guerra in Vietnam alla guerra del Golfo, da Guantanamo all’11 settembre, non esimendosi dal criticare o dal provocare, e non tacendo sui particolari più scabrosi del suo mandato (l’inumana situazione nelle carceri, le accuse di tortura dei prigionieri). Rumsfeld è collaborativo, partecipe – per quanto possa essere collaborativa e partecipe una simile personalità politica – a tratti divertente, la sua fisicità buca lo schermo e smorza i toni di una narrazione comunque parecchio impegnativa.

Del resto, Morris si muove con cognizione di causa e padroneggia senza sforzo lo stile documentaristico, inserendo note di colore laddove il ritmo si appesantisce e impegnando un apparato scenico incisivo e affascinante. Lo spettatore è aiutato nella visione da una serie di leit motiv, che apparendo e ricomparendo in più momenti assumono un doppio significato: da un lato, permettono al pubblico di ricordare e di fissare meglio nella memoria tutti i particolari della narrazione; dall’altro scandiscono i ricordi di Rumsfeld in maniera elegante ed aggraziata.

The Unknown Known è dunque l’azzardo di Errol Morris, mosca bianca nel mare magnum di drammi generazionali, fantascientifici ed esistenziali in corsa per il Leone d’Oro, e che proprio per il suo essere così diverso – e magistralmente realizzato – potrebbe avere discrete possibilità di successo.