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Galveston

Due anime perse in una terra senza speranza

Persino una località solare come Galveston, Texas, assume tinte fosche e tese nelle mani di Nic Pizzolatto e Mélanie Laurent, il primo che ne scrive un romanzo e la seconda che da questo dirige l’adattamento cinematografico, da una sceneggiatura dello stesso Pizzolatto sotto lo pseudonimo di Jim Hammett. Inedito in Italia, il film è un road movie immerso nel crime e nel noir, che vede il killer Roy (Ben Foster), in fuga dal gangster che gli ha teso un’imboscata, dalla quale ha strappato da morte certa la giovane escort Rocky (un’intensa Elle Fanning). I due trovano una tregua dalla corsa sulle spiagge di Galveston, sul Golfo del Messico. Nonostante il lungo viaggio, il passato di entrambi li raggiunge e li costringe ad una tremenda resa dei conti.

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Proprio la cittadina di mare dà il titolo al film, poiché rappresenta (letteralmente e figurativamente) un raggio di sole nell’oscura vicenda di Rocky e Roy, un angelo e un diavolo costretti a scacciare i propri demoni puntando una pistola e premendo il grilletto. Due anime perse in una terra senza speranza, così opposte ma che ritroveranno la loro paradossale uguaglianza sulla strada verso il nulla (la somiglianza dei nomi è forse sintomo di tale analogia). Temi e percorsi cari all’immaginario di Nic Pizzolatto, impostosi sul piccolo schermo grazie alla serie True Detective, con più di un punto in comune. Lo showrunner e Laurent in fase di adattamento scelgono di lasciare sfocati i confini della vicenda, riducendo all’essenziale i dettagli identitari dei personaggi: ciò regala un taglio teso e quasi metafisico alla storia, nonché la inquadra come parte di un tutto americano, ciclico e ineluttabile. Peccato perché la curiosità a mano a mano monta su chi sono e da dove arrivano i protagonisti, ma mentre in una serie TV si ha lo spazio per snocciolare informazioni con la dovuta parsimonia, nel lungometraggio non appaga completamente il velo di mistero.

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Nell’inquietudine di una vita all’erta e di paesaggi svuotati del loro bellezza, Roy e Rocky si oppongono e si completano come Yin e Yang in forma umana: lui fugge e contemporaneamente insegue il passato (fa un debole tentativo con la ex moglie), da questo ossessionato; lei, giovane, bisognosa e bella e con la sorellina per mano punta a voltare pagina definitivamente. Due linee temporali il cui incontro nel presente potrebbe anche generare amore, ricordando un po’ la situazione di Leon. Un film che si carica pronto ad implodere, che non dice e non mostra, e che suggerisce un’empatia quasi totale. Imperfetto ma narrato col cuore.

Grazie


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