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Flogging Molly @ Alcatraz (MI)

Violino, flauto, banjo, mandolino, bodhran, ritmi incalzanti, bandiere irlandesi, fiumi di birra: no, non siamo ad una festa in Temple Bar a Dublino, sebbene l'effetto sia esattamente quello. Siamo al concerto di una delle band più particolari dell'attuale scena rock mondiale: i Flogging Molly, che hanno suonato martedì 22 giugno all'Alcatraz di Milano. Qui, il settetto californiano ha proposto un’ora e mezza di concerto fitta di brani celtic punk, genere che rivela la forte influenza che l'Irlanda, terra natia del frontman della band Dave King, ha sul resto del gruppo. I Flogging Molly sono effettivamente poco noti in Italia, ma questo non è stato d’ostacolo: erano sì in molti a conoscere un paio di pezzi appena, ma ciononostante in tutto l'Alcatraz non si riusciva a scorgere una persona che non saltasse, ballasse o accennasse tentativi di quadriglie, stimolata dalla bravura dei musicisti e dal coinvolgente entusiasmo di King.

Il pubblico era già stato in parte riscaldato dalla band di supporto, gli Andead, che ancora una volta hanno proposto uno spettacolo punk-rock energico e di qualità, per quanto i pezzi suonati non fossero proprio il massimo dell'originalità.

Ma torniamo ai Flogging Molly. Non è particolarmente importante quali fossero le canzoni in scaletta, quanto il modo, quanto quel crescendo emozionale che dal palco si è riversato sul pubblico fino a creare quella comunione di anime propria, appunto, di una grande festa, dove tutti si conoscono, tutti sono allegri e tutti condividono qualcosa che amano. Certo, su alcuni dei loro brani più noti questo effetto si è ulteriormente accentuato, ma non in maniera così marcata. Si parla di canzoni come “The Likes of You Again”, “Drunken Lullabies”, “Devil’s Dance Floor” e, ovviamente, “Seven Deadly Sins”, con la quale hanno concluso lo spettacolo. Ma anche di pezzi più tranquilli, durante i quali il pubblico ha potuto prendere un po’ di fiato prima di ributtarsi nelle danze: “If I Ever Leave this World Alive”, “Float”, e un’inaspettata versione acustica di “The Wanderlust”. Tra tutti i brani, comunque, è spiccato il combo “The Wrong Company” e “Black Friday Rules”: il primo, composto esclusivamente da linea vocale, è stato cantato da un Dave King in solitaria sul palco quasi come fosse un intro del secondo, suonato in buona parte in acustico, finché il resto della band non è salita di nuovo sul palco per concluderlo nel pieno del suo potenziale ritmico.

Insomma, i Flogging Molly non hanno fatto che confermarsi una delle migliori live band attualmente in circolazione, e questo contando esclusivamente sulla loro bravura e il loro entusiasmo. Sono stati in grado di dimostrare come non siano tecnologie, effetti speciali e maxischermi a determinare la buona riuscita di un concerto, ma come siano il calore umano e l’energia trasmessa al proprio pubblico ciò che rende lo spettacolo davvero memorabile. In fondo, basta pensarci: la musica è la voce dell’anima, e solo con la giusta combinazione di talento e passione può essere trasmessa al meglio.