Feedback e risonanze – Lupone Cristiani Ars Ludi

Feedback e Risonanze – Michelangelo Lupone | Alessandra Cristiani | Ars Ludi

Ogni alterazione dell’apparenza costringe a un confronto che prima di tutto è interiore: chi non ha la determinazione per affrontarlo – cioè affrontarsi in esso – cade nella paura e si difende con l’avversione. Non c’è da sorprendersi, dunque, se uno spettacolo di esplorazione formale-concettuale può aver lasciato perplesso qualche sbuffante spettatore fuggiasco: ha comunque creato un’alterazione di certezze e ciò non fa mai male.

Come già suggerisce il titolo, Feedback e Risonanze stimola uno scambio impalpabile tra l’individuo e lo spazio. Spazio però non inteso quale presenza fissa di oggetti, bensì come combinazione invisibile di particelle, vibrazione impercettibile di elettroni che ruotano vorticosamente attorno a un nucleo ed emettono onde. Così in fisica, così nel microuniverso interiore dell’uomo.

Nella prima parte – Corpi Risonanti – la danzatrice Alessandra Cristiani sviluppa una progressione di micromovimenti che si inanellano minuziosamente nelle frequenze sonore che attraversano l’aria. I gesti sono condensati in variazioni minime, ma da quell’apparente assenza di spostamento il corpo procede a una dilatazione che si fa spazio-temporale, dove cioè avviene la completa fusione delle due dimensioni: essere insomma significa essere ora e qui, e ciò può avvenire solo con consapevolezza di presenza. Ad alterare l’universo sopraggiunge, poi, un uomo che come una resistenza elettrica costringe a una diversa relazione e reazione con il campo in cui la donna è immersa, riproducendo quasi in chiave elettromagnetica le dinamiche dei rapporti tra i due sessi.

Dopo una seconda sezione più breve giocata sull’interazione fra suono ed elaborazione automatica – Canto di Madre -, i percussionisti di Ars Ludi prendono posto dietro ai tre grandi feed-drum – speciali tamburi inventati da Michelangelo Lupone (regista del suono e anima dell’intero progetto) – e danno vita a Feedback, la parte più attesa dell’evento. Per cogliere appieno il “concerto”, tuttavia, bisogna tenere a mente che “feedback” in inglese significa reazione nel senso di “azione restituita” (letteralmente “rialimentazione”); pertanto il saggio offerto, per quanto più immediatamente fruibile e godibile, non può essere separato dalla sua forte valenza concettuale, in cui ritornano appunto concetti come percezione delle forze esterne, risposta integrata e risonanza compartecipata. Tutto ciò si concretizza nei feed-drum, grancasse semielettroniche progettate in maniera tale per cui la pelle tesa restituisce acusticamente la percussione ricevuta (“feeds it back”). Ecco allora che anche un semplice foglio di carta strusciato appena sulla superficie rimanda una vibrazione in grado di far tremare l’intera stanza.

Ad alcuni forse potrà sembrare un esperimento parascientifico, ad altri una performance-concerto sperimentale per intenditori, eppure andando oltre qualunque deduzione o induzione logico-intellettuale, Feedback e risonanze propaga un’onda sottocutanea di infiniti stimoli capaci, se accolti, di moltiplicarsi in echi tutt’altro che astratti e impalpabili.

La Pelanda, Roma – 21 novembre 2014