Foto di scena.  ©Danny Willems

Il desiderio secondo Vandekeybus

A Romaeuropa il revival di 'In Spite of Wishing and Wanting'

Cos’è che vogliamo veramente? e come convivere con i nostri desideri più nascosti nella vita quotidiana? Sembrano queste le domande del coreografo, filmmaker e regista belga Wim Vandekeybus che in In spite of wishing and wanting (in scena all’Argentina per RomaEuropa dopo diciassette anni dal debutto) traccia un profilo sfaccettato, complesso e ironico dell’universo maschile, delle sue paure e fragilità, ma soprattutto del suo desiderio pulsante, in un connubio fra danza, teatro e cinema che sia nell’estetica che negli intenti coglie atmosfere, spirito e preoccupazioni tipiche degli ultimi anni Novanta.

Desiderio come fiamma primaria. Desiderio che innerva i corpi imponenti di una vitalità ferina. Desiderio di spontaneità ed erotismo. È quello delle fantasie infantili di voler essere tutto indistintamente: come accade al narratore-guida dei danzatori – tutti uomini – che tiene il filo del discorso di uno spettacolo le cui scene, più che seguire una logica narrativa, rispondono alle leggi di un mondo e tempo onirico.

E allora chi sono questi dieci attori, danzatori, performer? Sono cavalli imbizzarriti, uccelli che tentano di spiccare il volo e pantere; sono uomini in tuniche orientali à la Akram Khan fissati nella notte in pose scultoree; uomini che non solo danzano ma monologano sugli incubi, sulla paura – l’altra faccia del desiderio –, e che poi si ritrovano ancora nell’alchimia di una coreografia dall’impatto istintuale compenetrata con il paesaggio sonoro creato da David Byrne, che passa agilmente dai suoi successi (Dance on Vaseline dell’album del ’97 Feelings  ↓ v. ascolto consigliato) fino ai rumori della giungla più selvaggia.

Il desiderio però può essere anche “malato”, come quello dettato da un consumismo sfrenato che mette tutto in vendita: è questa la preoccupazione che emerge dal film Last Words – intermezzo della danza – ambientato in un incubo à la Fellini dove tutto si compra, persino le parole. E il racconto di Cortázar da cui prende spunto il film aveva forse dato modo al pubblico del ’99 di riconoscersi nel sentire comune di un materialismo tipico di quegli anni che, visto con gli occhi di oggi, non può che apparire un po’ datato, proprio perché anche il materialismo – riassorbito in parte dall’apparente democrazia della rete – sembra aver assunto connotati molto più liquidi e sfuggenti rispetto ad allora.

Vendekeybus ha così l’ambizione di portare in scena l’interezza della vita in piccola scala passando dal giorno alla notte, dal gioco infantile all’età adulta, da una realtà contingente a una primitività animalesca sempre in agguato, coniugando la sua ricerca coreografica con una realtà in continuo divenire che, indirettamente, ci dà il sentore del cambiamento.

Con un vigore maschile che non tralascia però la tenerezza e la grazia, In spite of wishing and wanting abbraccia nel suo mondo eterogeneo una vasta e contraddittoria gamma di sentimenti e sfumature che in fondo si riconducono sempre alle due parole-chiave dello spettacolo: wishing e wanting – “desiderare e volere” – l’essenza di ciò che rende vivi. Uomini e non.

Letture consigliate:
• Iniziazione alla fine. Il Post-Human sciamanico di Cosimi in ‘Sopra di me il diluvio’, di Giulio Sonno
• La malattia dell’amore nella danza di OCD LOVE | Sharon Eyal e Gai Behar, di Sarah Curati

Ascolto consigliato

Teatro Argentina, Roma – 11 ottobre 2016

Crediti ufficiali:
Direzione, Coreografia, Scenografia Wim Vandekeybus
Musiche originali, Paesaggio sonoro David Byrne “Fuzzy Freaky” remix DJ Food
Danzatori Rob Hayden, Eddie Oroyan, Yassin Mrabtifi, Guilhem Chatir, Grégoire Malandain, Luke Jessop, Luke Murphy, Flavio D’Andrea, Knut Vikström Precht, Cheng-An Wu, Baldo Ruiz
Assistente coreografia Iñaki Azpillaga, German Jauregui
Assistente artistico Greet Van Poeck
Costumi Isabelle Lhoas assistita da Isabelle De Cannière
Coordinamento tecnico Davy Deschepper
Luci Francis Gahide, Davy Deschepper
Suono Bram Moriau
Direttore di palco Tom de With
Produzione Ultima Vez
Coproduzione KVS (Bruxelles, BE) Coproduzione 1999 Teatro Comunale di Ferrara, Festival d’estiú Barcelona Grec ’99, Luzerntanz e KVS
Ultima Vez è supportata dal Governo fiammingo e la Commissione della Comunità fiamminga di Bruxelles (BE)

Foto ©Danny Willems