entourage

Entourage

Se viene portato alla vostra attenzione il nome di Mark Wahlberg, potreste reagire in maniera molto differente. Chi lo ricorda come un attore capace di passare da grandi picchi attoriali (Boogie Nights, The Departed) a tonfi clamorosi (Planet Of The Apes, Max Payne), mantenendo comunque una sua dignità artistica che sta portando i suoi frutti in questi ultimi anni; chi lo ricorda come Marky Mark, tenace profeta del “white rap” proveniente da un passato criminale che gli ha fatto conoscere il carcere in giovane età. Potreste però meravigliarvi dallo scoprirlo produttore esecutivo di diversi dei vostri serial preferiti: classici moderni come Boardwalk Empire, In Treatment e, in principio, Entourage.

In parte ispirato alle sue prime esperienze nel mondo di Hollywood, il serial racconta l'approdo nella città degli angeli di Vincent Chase, originario del Queens, dove vede radioso il suo futuro come attore cinematografico, dopo il suo primo film di successo; non sarà da solo ad affrontare questa avventura perché a fargli compagnia ci saranno i suoi amici d'infanzia. Cominciando da Eric, migliore amico e manager della sua vita professionale, passando per Turtle, simpatico scansafatiche che cerca di dare una mano a Vincent ad emergere con scarsi risultati, e terminando con Johnny, aka “Drama”, fratello maggiore di Vincent che condivide con lui la ricerca del successo attoriale ma che si limita per ora a fargli da personal chef, anche se spesso nella serie viene ricordata la sua partecipazione passata ad una serie sci-fi di basso livello, Viking Quest.

Uno dei punti di forza di Entourage, oltre al divertimento insito nel vedere i retroscena della Mecca del cinema e nei rapporti che si creano fra i quattro amici del Queens ed una realtà prima solo sognata, è lo smodato uso di guest star di alto calibro, da Martin Scorsese a Peter Jackson, da Scarlett Johansson a Jessica Alba, passando per LeBron James e James Cameron, tutte ben inserite nel contesto della serie e spesso motivate a prendersi in giro, dando alla serie una vena satirica davvero convincente.

Ogni comedy che si rispetti ha inoltre il suo “character” che fa esultare lo spettatore ad ogni sua apparizione, qui incarnato nella tragicomica figura di Ari Gold, interpretato da Jeremy Piven, vincitore di tre Emmy consecutivi per questo ruolo da non protagonista. Parodia senza freni del classico agente cinematografico, ogni pensiero proferito dalla sua bocca esalta a dismisura la natura di Entourage, riuscendo a rappresentare il cinismo esasperato che domina Hollywood e che porta a qualsiasi mezzo per tentare di sfondare coi propri protègèe sul grande schermo.

Sarà lui a tentare di far brillare la stella di Vincent Chase, trasportando noi spettatori sul tappeto rosso per 8 stagioni e mostrandoci le discese ardite e le risalite stordite che segnano il cammino di ogni star del cinema che si rispetti.