Foto Luca A. d'Agostino/Phocus Agency © 2016

C’era una volta la dislessia

A Quarticciolo “Cronache del bambino anatra” di Antinori e Dall'Aglio

Dando uno sguardo alla stagione presente del Teatro Biblioteca Quarticciolo, sembra esserci una (virtuosa) volontà ben precisa di dare spazio a spettacoli che trattano con sensibilità la questione della diversità, o meglio della sua integrazione all’interno di un contesto «normativo». Il senso ultimo di questi spettacoli, infatti, non è tanto porre l’accento sulla diversità quanto di dimostrare quanto sia difficile accettare quest’ultima nella società civile e di inserirla – con tutte le sue peculiarità e quindi senza cadere nella trappola dell’omologazione – in un contesto di vita quotidiana, in modo da superare i muri di paura e diffidenza e accettarne così le sue molteplici e sfaccettate gradazioni.

Paolo Cervi Kervischer Sauvé (2012). ©Paolo Cervi Kervischer www.pck.it

Paolo Cervi Kervischer Sauvé (2012). ©Paolo Cervi Kervischer www.pck.it

Accade nel toccante Diario di un brutto anatroccolo di Tonio De Nitto, dove la metafora del piccolo cigno di Andersen si presta a raccontare un percorso di conoscenza e accettazione di sé, o anche in Fa’afafine di Giuliano Scarpinato (che il Quarticciolo ospiterà il 17 maggio in occasione della giornata internazionale contro l’omofobia), in cui Alex, il bambino gender fluid, gioca con la sua identità di genere misurandosi con una realtà impreparata a comprenderlo, o ancora la piccola protagonista disgrafica di Da dove guardi il mondo? di Valentina Dal Mas, Premio Scenario Infanzia 2017.

Foto Luca A. d'Agostino/Phocus Agency © 2016

Foto Luca A. d’Agostino/Phocus Agency © 2016

La stessa cosa, in modalità del tutto diverse, accade anche in Cronache del bambino anatra di Sonia Antinori per la regia di Gigi Dell’Aglio, dove l’anatra del titolo, sempre con un’eco delle fiabe di Andersen, sta a rappresentare un bambino un po’ diverso dagli altri – un bambino dislessico. Antinori ha lavorato sul campo per due anni, raccogliendo testimonianze di insegnanti, specialisti e ragazzi affetti da DSA – i disturbi specifici dell’apprendimento che riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare – e facendo confluire così tutto il suo lavoro di ricerca in uno spettacolo nato da una realtà tangibile e concreta, ma che senza essere didascalico o predicatorio rimane fedele ai linguaggi e alla verità effimera del teatro, che certo non può pretendere di cambiare le cose ma allena all’ascolto e all’empatia. 

Foto Luca A. d'Agostino/Phocus Agency © 2016

Foto Luca A. d’Agostino/Phocus Agency © 2016

In scena soltanto un tavolo, due sedie e una lavagna bastano così per ripercorrere gli anni di vita di Dario fra le incomprensioni e le prese in giro dei compagni, le sue strategie per non farsi scoprire dalla madre o dalle maestre, il senso di inadeguatezza e la vergogna di essere diverso e incompreso. Sono scene di vita quotidiana che, pur nella loro semplicità, tratteggiano il piccolo mondo di un nucleo familiare in scontro con frustrazione, rabbia e insofferenza, un mondo che la regia molto essenziale di Dell’Aglio riesce con pochi elementi – fra cui le urla psichedeliche dei primi Pink Floyd – ad amplificare e rendere veritiero, grazie e soprattutto all’interpretazione delle due attrici in scena: Carla Manzon non «scimmiotta» un bambino ma va a cercare nel suo personale mondo infantile la voce del suo «Dario»; Maria Ariis riesce a infondere complessità a una madre severa e dai sentimenti contrastanti, ergendosi a simbolo di una società piena di pregiudizi e inconsapevole dei suoi errori.

Foto Luca A. d'Agostino/Phocus Agency © 2016

Foto Luca A. d’Agostino/Phocus Agency © 2016

Cronache di un bambino anatra è la storia della scoperta e dell’accettazione delle proprie imperfezioni: un percorso doloroso ma imprescindibile per la costruzione dell’identità. E certamente è uno spettacolo che vuole sensibilizzare sul mondo della dislessia ma comunque rivolto a tutti: chi ha a che fare con questa realtà troverà molto della propria esperienza: come hanno testimoniato i partecipanti all’incontro post spettacolo, un momento (emozionante) di apertura e confronto fra la compagnia, il pubblico e l’associazione Acuilone per la dislessia nelle parole della dottoressa Lucia Fusco, specializzata in logopedia e dislessia e lei stessa dislessica adulta. Chi invece non ha a che farvi direttamente troverà una finestra aperta su un modo diverso di affrontare la vita raccontato con cura e sincerità, che inserisce la dislessia in un contesto più ampio di chi ha a che fare con la propria unicità e quindi, sì, «diversità».

Ascolto consigliato

 Teatro Biblioteca Quarticciolo, Roma – 11 marzo 2018

 CRONACHE DEL BAMBINO ANATRA

di Sonia Antinori
con Maria Ariis, Carla Manzon
regia Gigi Dall’Aglio
costumi Ilaria Bomben
scene Enzo Sammaritani
disegno luci Angelo Cioci
organizzazione Michela Cavaterra
ufficio stampa Annalisa Pavoni
foto di scena Luca D’Agostino
produzione Artisti Associati, Associazione Malte, Teatro Verdi Pordenone
con il sostegno della Fondazione Crup
in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione