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Anarchia – La notte del giudizio – James DeMonaco

“E se, per una notte all’anno, ogni crimine diventasse legale…”: in queste poche parole si raccoglie la geniale idea alla base del fortunato La notte del giudizio (The Purge), che la scorsa estate ha sbancato inaspettatamente tutti i botteghini. Il film raccontava dello “Sfogo”, una notte di anarchia assoluta dove non esiste legge, ideata per ridurre il crimine in tutto il resto dell’anno. In questa notte vedevamo una famiglia asserragliata in casa nel tentativo di arrivare viva al mattino. Nel suo seguito, Anarchia – La notte del giudizio gli sceneggiatori spostano invece l’azione per le strade, mostrandoci tutto l’orrore e il caos che nel primo capitolo avevamo solo immaginato.

Il film racconta la terribile notte di cinque persone (una madre con sua figlia, una coppia in crisi e un padre vendicativo) che per diverse ragioni si ritrovano smarrite per le strade durante lo “Sfogo”. Viaggiando per una Los Angeles buia e pericolosa, i cinque affronteranno tanti tipi di violenza: quella brutale delle bande, quella covata in famiglia che esplode all’improvviso, fino quella più organizzata e spietata del governo.

Per tutto il film si avverte anche una, forse eccessivamente scoperta, componente di critica sociale in confronti della politica americana. Gli oppositori che accusano il governo di usare la notte per eliminare i poveri, i ricchi che pagano i malati per “sfogarsi” nella sicurezza delle loro case (ma solo dopo aver pregato), i continui commenti sui Nuovi Padri Fondatori, su Dio e sulla lobby delle armi da fuoco: sono tutti riferimenti, piuttosto espliciti, al Partito Repubblicano.

Con la decisione di mostrarci La notte del giudizio fuori da una casa gli sceneggiatori sfruttano al massimo il potenziale, prima inespresso, di una delle migliori idee nel genere thriller-horror degli ultimi anni. Il cast, capeggiato dal carismatico Frank Grillo, è composto da volti nuovi ma che ben riescono a caratterizzare i personaggi e le loro paure. La regia è magistrale e riesce ad enfatizzare il senso di inquietudine degli spettatori grazie all’uso di handycam nelle fughe e di primissimi piani nei dialoghi. Molto apprezzabile inoltre è l’assenza di splatter: la violenza non viene certo nascosta ma neanche sovraesposta come nella saga di Saw.

Possiamo definire questo film come un’esperimento riuscito, oltre che uno dei pochi casi di un seguito migliore del primo capitolo. Un film inquietante, che spaventa e fa riflettere al tempo stesso: perché il vicino futuro che ci viene mostrato non sembra poi così assurdo. Anarchia – La notte del giudizio è di sicuro uno dei film da non perdere di quest’estate non ricchissima di grandi titoli.