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The Knick – Steven Soderbergh

Inizio Novecento, New York. Nel Knickerbocker Hospital vediamo all’opera un gruppo di medici desiderosi di lasciare il segno nella storia. A guidarli il chirurgo John Thackery (Clive Owen), schiavo della dipendenza da droghe e successo, scontroso e lontano da ogni forma di umana pietas, geniale e moderno oltre il limite dell’incombente progresso.

Steven Soderbergh, regista di tutti i dieci episodi della prima stagione di questa serie firmata Cinemax, canale “fratello” di HBO, cura ogni minimo particolare della messa in scena. La sua “rockstar”, il dottor Thackery, si esibisce in un teatro sotto gli occhi attenti dei suoi colleghi, distanti anni luce dai suoi metodi anticonvenzionali e innovativi. Il suo strumento, il bisturi, è il tramite attraverso il quale la sua audace aggressività si scatena contro le debolezze del corpo umano, limiti inaccettabili per una mente che sfida senza sosta la scienza e l’umana comprensione.

Le inquadrature non risparmiano nulla: il sangue scorre impietoso attraverso le incisioni di Thackery e del suo team, e sono tagli che spesso rimangono lì, non ricuciti, a simboleggiare una frattura insanabile tra ciò che era e ciò che sarà. Un discrimine che si ritrova anche nella scelta della colonna sonora, un mix di acid electro rock perfettamente in linea con le intenzioni di Thackery, ma quasi disturbante rispetto all’ambientazione che ricrea le atmosfere gotiche (e realistiche) di inizio secolo. Un periodo caratterizzato anche da forti scontri razziali, che entrano ed escono continuamente dalle porte del nosocomio, coinvolgendo direttamente i protagonisti.

Nel “circo” immaginato da Soderbergh, ogni personaggio nasconde un lato oscuro dietro una maschera imposta dal proprio ruolo e dalla società. Niente è come appare, ma tutto va in direzione della modernità: corruzione, immoralità e violenza sono tratti distintivi di un’epoca che il regista riproduce con un’attenzione quasi morbosa, ma capace di portare sullo schermo (e potrebbe trattarsi del grande schermo, vista la qualità di questo prodotto) percezioni sensoriali che vanno ben oltre la vista.

Il passo del dottor Thackery, inconfondibile e sottolineato, fuor di metafora, dal vezzo estetico di uno stivaletto bianco che lo distingue dagli altri anche in fatto di gusto per la moda, misura il nevrotico procedere di un pioniere che per raggiungere la propria meta deve passare, per forza di cose, attraverso le viscere dell’animo umano, fino a sfiorarne gli impulsi più bassi. Una “dissezione” in piena regola che sarà possibile osservare, come in un teatro chirurgico, a novembre su Sky Atlantic.