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Speciale Batman – Il primo capitolo del 1966

Da qualche parte bisogna pur cominciare

Correva l’anno 1966, tra la prima e la seconda stagione della popolarissima serie tv ABC dedicata al supereroe Batman, viene deciso di girare anche un lungometraggio. Se già in televisione si era persa moltissima dimensione oscura e tensione drammatica del mitico fumetto fine anni ’30 di Bob Kane e Bill Finge, al cinema (con il quasi incapace Leslie H. Martinson) si delira.

La trama è alquanto esile. Quattro patetici cattivacci (il Pinguino, Joker, l’Enigmista e Catwoman) vogliono dominare il mondo, un’ambizione assolutamente originale. Per farlo decidono di polverizzare i governanti, con una macchina ridicola e raggi laser che sembrano disegnati a pastello. Ma sulla loro strada trovano il duo composto dai Batman (Adam West) e Robin (Burt Ward) assolutamente più trash, fantozziani e tragicomici della storia. Inoltre, se già la serie televisiva giocava sovente con l’ambiguità del rapporto instaurato tra Batman e Robin, qui si raggiungono toni quasi espliciti, soprattutto quando un Robin evidentemente geloso spegne arrabbiato il monitor della Batmobile per non vedere Batman che, per lavoro ovviamente, è impegnato a sedurre una donna.

Batman – The Movie è una commedia totalmente stravagante, quasi demenziale ed estemporanea, figlia illegittima della Pop art e del mito surrealista. Il successo fu tale che il fumetto dovette rimodernarsi di conseguenza: non solo Batman combatteva con organismi alieni, ma incontrava personaggi assurdi e viaggiava nello spazio. Un’atmosfera oggi improponibile, dettata nei gloriosi Sixties non solo dal movimento culturale ma soprattutto dal budget. La pellicola diretta da Leslie H. Martinson ripropone lo stile parodistico e fumettistico dell’omonima serie, accentuandone intelligentemente i difetti. Ciò dà l’avvio a scene cult di incredibile ilarità: lo squalo di plastica e l’interminabile fuga con la bomba rimarranno nella storia del nonsense cinematografico americano. Una trama disordinata mista a una recitazione sopra le righe, dialoghi burleschi e onomatopee durante le scazzottate definiscono in maniera chiara l’approccio colorato e dichiaratamente giullaresco del film. Neppure Batman si prende troppo sul serio, ammiccando e fingendosi un duro pur mancando di atleticità e possenza muscolare.

Batman – The movie, insieme alla serie tv, è da un certo punto di vista una caduta di stile (o semplicemente un’altra espressione) per l’eroe oscuro per antonomasia; come pure il motivo principale per cui l’omosessualità tra l’eroe e il suo pupillo divenne in quegli anni più importante delle loro stesse (dis)avventure. Eppure nell’ilarità della sua struttura, nell’approccio frivolo e disordinato si intravedono dei leit-motiv ancora oggi presenti nel dna del personaggio. Le figure ridicole e i paradossi di un’icona popolare palesati con sagacia e furbizia rendono il film un tassello imperdibile per i tutti gli amanti della commedia sui generis. Se da un lato si potrebbero addirittura trovare elementi embrionali di pre postmodernismo, dall’altro rimane solo un piccolo esempio mal riuscito di tarda slapstick comedy. Resta il fatto che è l’inizio di una saga cinematografica che tramite grandi autori come Tim Burton, Joel Schumacher e Christopher Nolan ha spesso portato a grandi sprazzi di cinema. Del resto da qualche parte bisogna pure cominciare.