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Questa non è una classifica. Il Paper’s Digest di Gennaio-Marzo 2016

Di articoli ne escono tanti, tutti i giorni, forse troppi: recensioni, interviste, approfondimenti, retrospettive, inchieste… Di fronte a una tale mole di notizie il lettore medio, anche quando ben intenzionato, si smarrisce. Tanto più che a sentire la stampa tutto sembrerebbe da leggere, da non perdere, scandaloso e via con il valzer, a confermare un’affannata rincorsa all’attenzione che a volta sfiora il ridicolo. Internet è sicuramente uno strumento rapido, prezioso, ma che l’immediatezza debba diventare il principale se non unico metodo di fruizione/interazione è una deduzione quanto mai perversa. La sindrome Big data ci sta rendendo ossessivi compulsivi. Come affermava Maria Montessori:

«Insegnare i dettagli significa portare confusione. Stabilire la relazione tra le cose, significa portare la conoscenza.»

Pertanto, come anticipato lo scorso dicembre, noi di Paper Street-Teatro vi proponiamo un piccolo antidoto per combattere quest’ansia da informazione. Si tratta di una sorta di mappa del nostro percorso critico: ogni tre mesi selezioneremo gli spettacoli attualmente in scena che a nostro avviso meritano particolare attenzione. Non necessariamente i “migliori”, né unicamente le ultime produzioni: semplicemente gli spettacoli, tra tutti quelli visti nonché recensiti nel trimestre, che personalmente ci sentiamo di segnalare a tutti – agli spettatori, agli operatori, ai direttori artistici, ai colleghi della stampa, alle giurie dei premi; insomma, a tutti coloro che giustamente non hanno modo né tempo di seguirci con assiduità, ma che magari vorrebbero avere uno sguardo d’insieme della nostra attività e della nostra percezione della situazione teatrale attuale.

Consultate pure questa mappa come volete, quando volete, se lo volete. Questa non è una classifica.   (Giulio Sonno)

Consiglio: clicca sul titolo dei singoli spettacoli per saperne di più!

La bisbetica domata – Factory Compagnia Transadriatrica
Teatro Kismet, Bari – 30 gennaio 2016

FotoAccade, a volte, che i testi di William Shakespeare perdano la consueta brillantezza ed efficacia a causa degli inevitabili cambiamenti sociali e di costume. Di qui la felice intuizione della Factory di offrire una brillante e grottesca rilettura della Bisbetica domata shakespeariana, tramutando quella che era stata concepita come una commedia in un dramma esistenziale, senza tuttavia intaccarne la fabula.  Una scelta che capovolge il disegno dell’opera, ma la rende più vicina ai giorni nostri.        (Nicola Delnero)

Citizen X – Manuela Rossetti/La casa della locusta
DOIT festival, Teatro Planet, Roma – 18 marzo 2016

FotoUno spettacolo la cui riuscita formale sopravanza – attraverso l’uso della luce di chiara ispirazione cinematografica espressionista e i rimandi all’universo estestico del fumetto –  la drammaturgia che indugia sui sentieri tematici  – forse troppo  battuti – del lavoro femminile. Una “messa in spazio” suggestiva resa con il lavoro sapiente di tre unità complementari: regia essenziale, recitazione calibrata e visual design di effetto.    (Adriano Sgobba)

 Dissonorata – Saverio La Ruina/Scena Verticale
Teatro Comunale, Novoli (LE) – 14 febbraio 2016 

FotoDissononata è soprattutto la superba prova attoriale di Saverio La Ruina, al quale basta stare seduto su una sedia per restituire – grazie alla musicalità delle parole e alla padronanza del gesto – il soffocante potere maschile e la femminilità oppressa di una Calabria che andava rialzandosi dal secondo conflitto mondiale. Uno spettacolo sulla condizione femminile datato 2006, ma che ancora oggi, purtroppo, risulta terribilmente attuale.        (Nicola Delnero)

Due donne che ballano – Veronica Cruciani
Teatro India, Roma – 3 febbraio 2016

FotoUno spettacolo completo, perfetto nei suoi tempi. Una lezione di “come fare teatro” cui vale la pena assistere anche solo per vedere il talento di due attrici come Maria Paiato  e Arianna Scommegna. Il racconto drammaturgico si innesta in un’abile messa in scena dei contrari: c’è la giovinezza e la vecchiaia,  il dramma e la commedia, l’allegria e un’aria mesta da tragedia greca. Questo caratterizza la solitudine delle due donne protagoniste, amiche e nemiche di una vita che hanno imparato ad accettare. Ribelli, eppure legate al loro ruolo d’essere madri, mogli e infine artefici del proprio destino.           (Elena Cirioni)

Furie de Sanghe – Fibre Parallele
Teatro Abeliano, Bari – 16 gennaio 2016

FotoLo spettacolo che forse più di altri mette in evidenza quel legame imprescindibile tra Fibre Parallele e Bari. Una messinscena potente, cruda, sporca; esasperata dalle parole – in dialetto barese – “sputate” da protagonisti alle prese con i soliti rituali quotidiani e le proprie ossessioni compulsive. Un gioco al massacro tra sottomissione e libertà in cui è negata ogni speranza del presente e si ripiega su un ottimista ma indefinito futuro.            (Nicola Delnero)

Furiosi – Fabrizio Parenti
Teatro India, Roma – 17 febbraio 2016

Foto«Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro.» Questa frase di Pasolini accompagna la storia di Furiosi, un viaggio nella realtà degli Ultras, un mondo violento dove il pallone è solo la scusa per far sfogare una rabbia atavica, nata nelle province lombarde. I protagonisti sono uomini mai cresciuti, legati al gioco da un cordone ombelicale soffocante, epici eroi di gesta futili e senza senso. Belli da vedere sulla scena, articolano il racconto in maniera precisa e la loro storia si snoda fluidamente. Peccato per l’eccessivo utilizzo dei video che fa diventare lo spettacolo didascalico, rallentando il ritmo della vicenda.    (Elena Cirioni)

I giganti della montagna – Roberto Latini/Fortebraccio Teatro
Teatro India, Roma – 21 febbraio 2016

FotoI giganti della montagna merita particolare attenzione per la performance di Roberto Latini, che a partire dal testo incompiuto di Pirandello innesta una riflessione struggente sulla solitudine dell’attore — e dell’uomo — faccia a faccia con le proprie paure, i limiti, la morte. La potenza lirica di Latini si sprigiona soprattutto nell’uso della voce, modulata al pari delle sonorità elettroniche che l’accompagnano; ed è proprio l’alchimia tra voce e musica che permette di costruire un rapporto intimo con il pubblico, di rara intensità e coinvolgimento.            (Sarah Curati)

Hamlet Travestie – Punta Corsara
Teatro Kismet, Bari – 19 marzo 2016

FotoBisogna realmente ambientare la tragedia a Elsinore o recitare sillaba per sillaba il celebre monologo esistenziale dell’essere o non essere per restituire l’essenza dell’Amleto shakespeariano?  Per Punta Corsara la risposta è chiaramente negativa. Nel loro Hamlet Travestie, infatti, la compagnia ci trascina a Napoli e, in quella che superficialmente appare una burla nei confronti del Bardo, ci svela l’inequivocabile messaggio del Principe di Danimarca. (Nicola Delnero)

In punta di piedi– Biancofango
Teatro Orologio, Roma – 19 marzo 2016

FotoIn punta di piedi si distingue tanto per la pregiata costruzione drammaturgica quanto per la qualità recitativa. Partendo da una piccola storia di vita provinciale, il testo si insinua con delicatezza nei meandri di un pensiero adolescenziale, nelle sue fragilità, illusioni e inadeguatezze, fortemente stridenti con la realtà esteriore. Questa scrittura a più voci e sfumature si traduce in scena nell’intensa interpretazione di Andrea Trapani, vissuta con spasmodico ardore e grande controllo del corpo.        (Sarah Curati)

Kvetch – Giacomo Bisordi
Cometa Off, Roma – 10 marzo 2016

FotoL’originalità di Kvetch risiede nella regia mobile e grottesca di Giacomo Bisordi, che contribuisce ad amplificare i significati del testo di Stephen Berkoff — in bilico fra una realtà apparente e un pensiero sotterraneo ansioso e nevrotico. Merita indubbiamente attenzione il lavoro precisissimo svolto sulla recitazione esasperata e dal ritmo impeccabile degli attori, i quali liberano un’energia dirompente e un sarcasmo assolutamente politically incorrect in una prova attoriale di alto livello.    (Sarah Curati)

Mad in Europe – Angela Demattè
Teatro Argot Studio, Roma – 25 febbraio 2016

FotoCosa è davvero oggi l’identità comunitaria?  Come  si è evoluto il concetto di origine? “Mad in Europe” – partendo dall’urgenza di un ritorno alle origini per difendersi dalla confusione esistenziale contemporanea – innesca interrogativi e stimola riflessioni mai banali sul concetto di identità e di origine; Angela Dematté si dimostra autrice e attrice brillante e dotata di una sensibilità originale.     (Adriano Sgobba)

Reality – Deflorian/Tagliarini
Teatro Area Nord, Napoli – 27 febbraio 2016

FotoVisto ormai un mese fa, continuo a pensarci. In cinquanta minuti è stato capace di aprire e scardinare mondi e suggestioni plurime, con una leggerezza e un movimento fluido e impalpabile che sembra una specie di magia, ma che, a ben vedere, è frutto del funzionamento − a livelli alti − del dispositivo artistico/estetico (filosofico) teatrale.            (Francesca Saturnino)

Recita dell’attore Vecchiatto nel teatro di Rio Saliceto – Claudio Morganti & Elena Bucci
Teatro Era, Pontedera – 29 gennaio 2016

FotoPer ritrovare la visione. Senza speculazioni, senza leziosità. Il dono prezioso dell’ironia. Finalmente.
Con Claudio Morganti e Elena Bucci il teatro sembra un brillante errore di sbadataggine, quasi accadesse senza volerlo. E meraviglia più che mai (“teatro” deriva proprio dal greco thayma, ovvero “meraviglia”).
È un segno importante.
Guai a sottovalutarlo.  
(Giulio Sonno)

Scannasurice – Carlo Cerciello
Teatro Nuovo, Napoli – 18 febbraio 2016

FotoEnzo Moscato è uno dei miei drammaturghi preferiti ed è davvero difficile che la sua scrittura convinca, in scena, senza di lui. Ci sono riusciti, magistralmente, Imma Villa e Carlo Cerciello e hanno aperto, forse, una strada nuova, mai battuta fino ad ora.      (Francesca Saturnino)

Trilogia della mezzanotte – Francesco Frangipane & Filippo Gili
Teatro Orologio, Roma – 19 gennaio-28 febbraio 2016

FotoTre spettacoli – Prima di andar via, Dall’alto di una fredda torre e L’ora accanto – con un’unica protagonista la morte, che s’insinua nella vita di tre famiglie: i personaggi cambiano ma i caratteri rimangono più o meno gli stessi, come in un gioco di ruoli. La morte pone domande, insinua dubbi, viviseziona i rapporti tra padri e figli, mogli e mariti, fratelli e sorelle. Il risultato di questo gioco non sempre ha un lieto fine e alla fine degli spettacoli si ha un senso di inquietudine profonda. La regia scurpolosa e attenta di Frangipane abitua l’occhio a una scena realista, ma nello stesso tempo è caratterizzata da una recitazione sopra le righe che spesso stona con l’evolversi delle storie.  (Elena Cirioni)

Ubu roi– Roberto Latini/Fortebraccio Teatro
Teatro Vascello, Roma – 7 febbraio 2016 

FotoL’aspetto più notevole di Ubu Roi è nella visione registica di Roberto Latini: densa e complessa nonostante l’apparente essenzialità dei suoi elementi, nonché di grande impatto visivo. Pur essendo immerso in espliciti rimandi e citazioni, lo spettacolo restituisce, tramite il capolavoro di Jarry, una riflessione sulla storia e sul potere — nonché sull’essere artista — del tutto contemporanea. Da segnalare è anche l’interpretazione strepitosa di Ciro Masella nei panni di Madre Ubu en travesti.            (Sarah Curati)