PSR1365952007PS516ac6073d04f

Paramore – Paramore

È uscito il 9 aprile Paramore, nuovo omonimo album della band capeggiata da Hayley Williams. Quarto per il gruppo, ma primo registrato con la nuova formazione, rivoluzionata a seguito dell’abbandono nel 2010 dei fratelli Josh e Zac Farro, ex chitarrista e batterista.

L’abdicazione di due membri storici dei Paramore ha come prevedibile avuto ripercussioni sulla lavorazione e dunque sul risultato finale del nuovo disco. Registrato in collaborazione con Justin Meldal-Johnsen, già produttore, compositore e bassista per band come Nine Inch Nails, Beck, The Mars Volta e Garbage, e con Ilan Rubin alla batteria, noto per l’appartenenza a band come Angels & Airwaves, Lostprophets e più di recente Nine Inch Nails, il disco si presenta infatti molto più pop rispetto al passato. Ma non solo: forti sono le influenze elettroniche e funky, senza dimenticare quella nota di indie che ormai non manca mai. Un disco chiaramente aperto alla sperimentazione, dunque; di rottura e di rinascita, come testimonia la stessa scelta del titolo omonimo. Stando infatti a quanto dichiarato dalla stessa Hayley, questo album è simbolo del ritorno della band al mondo della musica, però sottoforma di una band nuova, non solo per formazione ma soprattutto per concetto e approccio al sound.

Un progetto ambizioso, dunque, e ne è prova anche la lunghezza stessa del disco, che supera l’ora e che comprende 14 tracce intervallate da 3 intermezzi (Interlude: Moving On; Interlude: Holiday; Interlude: I’m Not Angry Anymore), quasi a voler lasciare brevi momenti di respiro durante un ascolto così lungo ed insolito per l’attuale scena musicale.

Peccato che le buone intenzioni non sempre siano sufficienti. Se tecnicamente parlando è indubbiamente un lavoro apprezzabile, salvo poche eccezioni (si prendano ad esempio Anklebiters o Proof) il lavoro finale risulta tuttavia… insipido. Non convince fino in fondo, ma non può neanche essere buttato in toto. Si tratta insomma di uno di quei dischi tutto sommato piacevoli, ma che mancano di quel qualcosa che faccia sorgere il desiderio di ascoltarli di propria spontanea volontà. Persino i due singoli pubblicati, Now lo scorso 22 gennaio e Still Into You il 14 marzo, non riescono davvero ad attirare all’ascolto, assolvendo dunque al loro ruolo di lancio del disco. Senza contare la più grande pecca dell’album, ovvero quella di non sfruttare appieno la potenza esplosiva della voce di Hayley Williams, tra le più impressionanti dell’attuale scena pop-rock.

Insomma, non aspettatevi troppo da questo disco: in passato i Paramore hanno decisamente saputo fare di meglio.