Mozes

Mozes, il pesce e la colomba – Virág Zomborácz

Il primo lungometraggio della giovane regista ungherese Virág Zomborácz, Mózes, il pesce e la colomba (titolo originale Utóélet, “Oltre la vita”) arriva nelle sale italiane, dopo aver ottenuto importanti riconoscimenti in vari festival internazionali, su tutti a Cannes e a Palm Springs.

Protagonista del film è il giovane Mozes, che torna a casa dalla sua famiglia, dopo aver trascorso un periodo in una struttura psichiatrica. Una forte insicurezza e un’ansia ricorrente sembrano essere i problemi che hanno portato il ragazzo a farsi ricoverare. Tuttavia, appare subito chiaro come il vero problema sia il suo rapporto col padre, pastore protestante del piccolo villaggio ungherese. Quest'ultimo, infatti, non solo non comprende come le presunte eccentricità del ragazzo siano figlie di un modo di pensare e vivere anticonformista e fantasioso, ma soffoca la particolare intelligenza di Mozes e il suo vivere da pacato e acuto osservatore delle bizzarre dinamiche familiari, opponendovi un forte autoritarismo. Per il padre l'ansia del figlio non è una possibile ricchezza o un modo peculiare di vedere le cose, ma una debolezza di carattere da eliminare tramite varie attività o azioni che inculchino un’etica fatta di persistenza, forza e concentrazione sugli obiettivi.

Mozes il pesce la colomba locandnia

L'improvvisa morte del padre e la comparsa del suo fantasma che inizia a pedinare Mozes, saranno l'occasione per quest’ultimo di risolvere il travagliato rapporto col padre e di capire meglio se stesso, arrendendosi all'evidenza che ansia e eccentricità accompagneranno sempre la sua vita ma non per questo i risvolti che ne seguono saranno totalmente negativi o dannosi.

Accanto al percorso di liberazione e di confronto con la figura paterna di Mozes, si muovono altri interessanti personaggi, come la madre depressa, la zia invadente che vive le gioie e le frustranti attese tipiche di un amore adolescenziale, la sorellina che cerca di capire le sue origini e il suo posto in famiglia e a scuola e Angela, ex tossicodipendente, che con il suo pragmatismo e voglia di evadere, a intermittenza, alleggerisce le drammaticità di tutti i personaggi.

Infine, va sottolineato come il padre pastore, la laurea di Mozes in teologia e la presenza di animali dalla forte valenza simbolica come il pesce e la colomba siano elementi che fanno muovere sullo sfondo di tutto il film la religiosità. Quest’ultima, incrociata in maniera aperta, ironica e non enigmatica (come invece ci si potrebbe aspettare) con l’elemento psicanalitico del rapporto padre-figlio rende la linea narrativa del film una continua oscillazione tra più generi e offre un’intelligente lettura di più problematiche esistenziali.