1965, Paris, France --- British Band The Who --- Image by © Tony Frank/Sygma/Corbis

Mod, un movimento che segnò una generazione

“The Who quite possibly remain the greatest live band ever.” Questo è quello che si diceva alla fine degli anni ’’60. Molto meno commerciali dei loro gemelli diversi chiamati Beatles, gli Who oltre a essere stati tra i primi esponenti di quel rock che nel decennio successivo sarebbe diventato hard, riuscirono con la loro musica e il loro stile a dare vita a un vero e proprio movimento che, per certi aspetti, è presente anche ai giorni nostri, ovviamente con diverse sfumature, ma pur sempre riconducibili alla filosofia originaria.

My Generation, una delle canzoni più famose del gruppo, divenne in breve tempo un vero e proprio inno per le generazioni che per prime si avvicinarono al movimento. E tuttora lo è. Non per altro gli Oasis, gruppo che si rifà allo stile beat inglese di quegli anni, ne fece una sua personale cover. “Mod” è il nome che presero i loro seguaci, non solo per l’’aspetto musicale.

Il logo identificativo del movimento era il simbolo rosso bianco blu cerchiato della Royale Air Force, l’’aeronautica militare britannica. Ma quali sono gli elementi significativi di questa cultura? Look curato, scooter italiani, ovviamente Vespa e Lambretta, sfrenato uso di anfetamine e particolare interesse nel passare le notti intere a ballare nei club notturni londinesi.

Quadrophenia, titolo di un celebre disco degli Who, divenne anche un film. Trainspotting, trent’’anni dopo, ne ripercorse le orme. Sick Boy, Tommy, Frank Begbie e Spud sono i quattro ragazzi scozzesi di Edimburgo che personificano al meglio lo stile mod. Forse un po’’ troppo amanti dell’’eroina. Dettagli. Come tutte le cose, nascono, raggiungono un massimale, vanno di moda, decrescono e tramontano definitivamente. Ma abbiamo ancora tracce mod in giro.

I primi skinheads, da non confondere con i moderni omonimi che pensano di fare politica, nascono proprio alla fine degli anni ’70 da un ramo del movimento inglese. Si chiamavano Hard Mod. per ovvi motivi. Dal look meno curato, ma molto più “da strada”, passando alla morbosa passione di andare a tifare la propria squadra del cuore. Dall’’Inghilterra ci spostiamo in Olanda; da Londra a Rotterdarm. Diciamo pure che la “cultura da stadio”, che c‘entra poco con lo sport in senso lato, nacque proprio da loro. Anche l’’Hardcore probabilmente. RotterdarmTerrorCorpse ne è l’esempio.

Nonostante i veri mod siano ormai in pochi, fatta eccezione per gli Oasis, ormai sciolti e anche quasi pienamente modernizzati nella società odierna, questa cultura ha lasciato tracce di sé anche ai posteri. La prova è che molti “stili” attuali trovino le loro radici nel movimento inglese di quarant’’anni prima. I Beatles avranno avuto sicuramente un impatto pazzesco sulla società, avranno sicuramente venduto più dischi. Sono stati sicuramente ascoltati di più. John Lennon su tutti è stato senza dubbio una delle figure chiave del decennio successivo allo scioglimento del gruppo. Ma dopo l’immediato e fantastico successo iniziale, più niente. Quindi, Beatles? No, The Who do it better!. Who is rock, Beatles is pop.