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Luci sul Novecento

Il centenario della Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti

Prendiamo una “lista” di pittori e scultori perlopiù italiani che inizia dal Neoclassicismo fino ad arrivare al Novecento, costituita da nomi come Canova, Hayez, Fattori, Lega, Signorini, Morandi, Boccioni e Balla; collochiamola all’interno di un’ala di Palazzo Pitti, e otterremo la Galleria d’Arte Moderna di Firenze. Galleria che, soprattutto quest’’anno, assume forse una rilevanza ancora maggiore, in particolare da un punto di vista storico, dato che celebra il centesimo anniversario dalla sua fondazione.

Come è stato annunciato durante la conferenza stampa svoltasi ieri 27 ottobre nel Saloncino delle Statue del Palazzo, il Museo ha deciso di festeggiare il suo centenario con Luci sul ‘900, una mostra dedicata esclusivamente alle sue collezioni novecentesche, partita oggi 28 ottobre per poi terminare l’’8 marzo 2015. Si tratta di dipinti e – in numero minore – di sculture che, non potendo essere mai stati collocati in maniera stabile all’interno della collezione per mancanza di spazi espositivi, sono sempre rimasti fino ad oggi nei depositi della Galleria.

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Grazie a questa mostra, perciò, si potranno vedere per la prima volta, ad esempio, opere di un inedito Fattori (Maremma Toscana), De Chirico (Canzone meridionale e altre due nature morte), Nomellini, con la malinconia maliziosa del suo Piccolo Bacco, Ferroni (La giostra), Colacicchi, che si distingue per la bellezza ruvida e dai tratti primitivi dei suoi soggetti (San Sebastiano, Niobe). E ancora, l’oscurità terragna, ruvida ed essenziale di Sironi (Meriggio), Usellini (Il paracadute), il fascino contorto e imponente delle figure di Savinio (Orfeo e Euridice). C’è addirittura spazio per l’arte contemporanea vera e propria, qui presente con lavori di Jasper Jones e Alberto Burri.

Una mostra di grande interesse, dunque, che ha principalmente il merito di mettere a disposizione del pubblico le opere d’arte “segrete”, inedite del museo, le quali, una volta che l’esposizione sarà giunta al suo termine, torneranno forse al loro oscuro posto, nelle storiche, “lussuose viscere” del palazzo, lontano dagli occhi dei più. In attesa, magari, di essere inserite stabilmente nelle ultime sale di facciata della Galleria.