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Le mirabolanti avventure di Spazz-Never – Nathan K. Raven

Se fosse un film, avrebbe la potenza di Arnold Schwarzenegger (con tanto di capello biondo a spazzola, gelido occhio ceruleo e virile mascellone, che ci sta sempre bene), saprebbe combattere come Jean – Claude Van Damme, e avrebbe un umorismo criptico alla Buster Keaton.
Ma Spazz-Never è un super eroe cartaceo, protagonista di un libro tanto ironico quanto sarcastico, Le mirabolanti avventure di Spazz-Never (2011), opera sui generis esattamente come il suo autore, Nathan K. Raven.

Uno pseudonimo dietro al quale si cela uno “scrittore fantasma”, del quale non si conosce assolutamente nulla, se non la vena dissacrante e la penna acuta, un autore che ha saputo circondarsi di un sapiente alone di mistero, che intriga il lettore e lo spinge ad avvicinarsi al mitico Spazz.

La vicenda narra delle epiche gesta di Spazz-Never che, oltre a eliminare anche la minima traccia di neve dal pianeta Terra con potenza impressionante, ha un’altra mission ben precisa, una strenua lotta contro le ingiustizie e le perfidie della sua nemesi, il diabolico Dottor Maleficus.
Talmente malvagio da avere letteralmente perso la faccia, ma non la voglia di conquistare il mondo o distruggerlo – su questo è ancora piuttosto indeciso anche lui.
E così questo paladino che abita nell’assolata Califoggia, spazzaneve di professione e picchiaduro per vocazione, questo Action Man de ‘noantri, non solo dovrà risolvere un’assurda situazione climatica nel paese di BelTempo, ma dovrà anche opporsi ad un folle bombardamento, al dilagare di un subdolo social network di dubbia moralità e al potere crescente della pubblicità spazzatura.
Tutto questo a discapito della sua vita privata, fatta di abbondanti merende e partite di football degli Schiappers.

Quello che può apparire semplicemente il divertissement di un burlone cela invece un’aspra, cinica ed esilarante satira dei tempi che corrono: un supereroe che si trova a dover fronteggiare le nevrosi della contemporaneità, l’idiozia dilagante che affligge i mass media nazionali (e non solo), la dipendenza dai social network che porta alla totale caduta delle barriere del pudore, della dignità e del buon senso, la pubblicità martellante che saprebbe vendere, ai poveri sventurati che vi incappano, anche una tanica di “latte di gallina”.

Lo stile è incalzante, ricco di termini rubati al parlato che calzano a pennello con il contesto, dinamico e sintetico, con dialoghi surreali e decisamente spassosi.
Insomma, Spazz – Never ha soppiantato Superman, Batman e anche Iron Man, e si è attestato al numero uno del politically (un)correct.