mr six poster

Lao Pao Er (Mr. Six) – Guan Hu

Nel 1882 venne pubblicato Padri e Figli di Ivan Turgenev, libro nel quale lo scrittore russo metteva in scena quello che da anni ormai accadeva nella società dell’’epoca: ovvero lo “scontro” tra le idee innovative, progressiste e rivoluzionarie dei “figli” opposte a quelle tradizionali, conservatrici e reazionarie dei “padri”. Una sorta di “Padri e Figli alla pechinese” potrebbe essere definito questo Lao Pao Er (Mr. Six) di Guan Hu che mette giust’appunto in risalto le profonde differenze, per non dire lacerazioni, in seno alla società cinese.

Protagonista indiscusso è Mr. Six, una sorta di “padre nobile” di tutto un quartiere di Pechino, uomo d’’onore e di sani principi che in gioventù fu protagonista di epiche lotte tra bande rivali. Egli ha un figlio, Xiaobo di cui non ha praticamente più notizie da sei mesi. Un giorno viene a sapere che un gruppo di giovani ricchi tengono prigioniero suo figlio, reo prima di aver sedotto la ragazza del “capobanda” e poi di avergli sfregiato una macchina da corsa. Da qui l’orgoglioso padre tenta di rimettere le cose a posto, senza cercare lo scontro ma scendendo a patti, poiché egli, come spesso suole ripetere durante il film, “ha solidi principi”.

Ecco una grande differenza: una volta certamente tutto non era rose e fiori, c’erano gang e violenza, ma questi scontri avevano un codice d’onore, c’era rispetto e si credeva nei valori. Ora, ce lo dice il regista Guan Hu raccontando la vicenda di Mr. Six, i giovani non credono più a nulla se non a non divertirsi, a fregarsene di tutto ed a cercare di impicciarsi il meno possibile degli altri. Ecco allora che i sequestratori di Xiaobo appartengono alle famiglie “bene” di Pechino, sono possessori di cifre astronomiche e possono permettersi il lusso di sfrecciare a tutta velocità a bordo di fiammanti “Enzo Ferrari”. Questa è la “nuova Cina”: rampante e feroce, dove il “popolino” non conta nulla e dove la corruzione dilaga.

Mentre Mr. Six fa visita ad un vecchio membro della banda, ora funzionario pubblico, nota uno struzzo in un giardino: “Una volta solo gli attori avevano tigri e zebre: ma in un certo senso anche i funzionari recitano una parte. Struzzo, appena puoi, liberati”. E infatti, in una delle scene più memorabili di un film anche molto kitsch e pieno di luoghi comuni, vediamo proprio lo struzzo correre per le vie di Pechino, zigzagando tra i pedoni e le auto. Anche Mr. Six dovrà liberarsi dei fantasmi e del passato e del presente. E per farlo sarà pronto a sacrificare tutto, tranne i suoi valori. Un bell’esempio di action movie cinese molto lungo e ridondante ma di sicuro effetto.