jackie e ryan katherine heigl

Jackie & Ryan –- Ami Canaan Mann

Jackie & Ryan, film in concorso nella categoria Orizzonti, si presenta come un film semplice e lineare, che non vuole stupire o far riflettere, ma semplicemente trasportarci nell’’America più pura, quella sconfinata e a tratti desolata della musica folk, attraverso la storia, forse un po’’ banale ma sicuramente molto genuina dei due protagonisti.

La regista statunitense in effetti non racconta nulla di nuovo. Non c’’è nulla di originale nella vicenda ideata da Ami Canaan Mann. I temi sono quelli più volte visti e rivisitati dell’’amore tra due personaggi appartenenti a una diversa classe sociale ma accomunati dalla voglia e dalla determinazione di perseguire i propri obiettivi. Aggiungendo anche una di quelle donne forti che cadono e si rialzano di fronte ai colpi della vita, e che sono disposte a fare rinunce e lottare con tutte le loro forze per il bene dei propri figli.

jackie e ryan mann

Il film tuttavia non deve essere letto in chiave femminista. Non ci sono denunce al mondo maschile tali da trasformare la rappresentazione in un inno alle donne. Ciò che la Mann ci vuole trasmettere è probabilmente l’’idea di una stabilità, di una casa quale punto di riferimento alla quale poter fare sempre ritorno prima di ripartire per nuovi viaggi e nuove esperienze. Proprio quella casa che a Ryan, ragazzo solitario che ama la vita in tutte le sue sfaccettature, è sempre mancata e alla quale farà ritorno dopo le sue avventure all’’insegna della libertà e del vagabondaggio, nobile e non pregiudizievole, in cerca del sogno da realizzare.

Uno spirito positivo e fanciullesco quello di Ryan, il quale sfidando senza eccessi e in modo inconsapevole le convenzioni, riuscirà a liberare questo sentimento, evidentemente già presente ma sicuramente soffocato dalle formalità e rigidità imposte dalla propria cultura, anche nella bella Jackie. Un reciproco sostegno psicologico dunque quello dei due ragazzi, che sapranno aiutarsi nella ricerca di un equilibrio di vita dandosi il sostegno e la spinta necessaria per perseguire i propri obiettivi.

Sullo sfondo l’’America, non quella frenetica e più frequentata, bensì quella sterminata delle fattorie dove la realizzazione interiore non rappresenta una sterile utopia ma una concreta possibilità, nei tempi difficili della recessione statunitense. Musica e paesaggio dunque come rappresentazione dello stato d’’animo, libero e senza confini, dove, se si ha il coraggio di ascoltare incondizionatamente e senza timore il proprio cuore, è possibile cambiare direzione in vista della propria completa realizzazione.