il pesce rosso dov'è

Il pesce rosso dov’’è? – Elisabetta Sgarbi

Nuovo documentario per Elisabetta Sgarbi, direttore editoriale di Bompiani, che ha presentato a Venezia Il pesce rosso dov’’è?, opera incentrata sugli uomini, le storie e le vicende legate al Delta del Po. Partendo dalla natia Ferrara, “città regina del fiume”, Sgarbi intraprende un viaggio dove, attraverso interviste e contributi di pescatori e uomini del fiume, si presenta questo “ambiente tutto particolare”.

Un mondo a sé in cui, come spesso viene sottolineato, “la natura e l’uomo si compenetrano e vanno a confondersi”. Ed ecco qui il grave, gravissimo errore di Sgarbi che per tutto il documentario sottovaluta un dato capitale per comprendere fino in fondo “l’’universo visto sulle due rive del Po”. Ovvero che questo ecosistema, presentato come “frutto dell’’incessante opera della natura”, in realtà sia una delle più alte creazioni dell’’uomo, che a partire dal Diciassettesimo secolo ha sapientemente selezionato, modellato e creato un “certo tipo di mondo”. Sicuramente da sottolineare il rispetto che i pescatori di ieri (ed anche di oggi) hanno avuto nel corso dei secoli per la fauna e la flora fluviale ma mostrare, come Sgarbi fa in questo documentario, il Po come “suprema essenza naturale” appare grandemente ingenuo oltreché incongruo.

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Interessanti invece, anche se forse trattato in maniera troppo lieve e rapida (considerando però che si tratta di un documentario-narrativo e non d’’inchiesta e /o di denuncia), le riflessioni di un paio di pescatori, che si dicono molto perplessi, addirittura spaventati per la continua “sparizione” di specie ittiche dal Po. C’è chi si lamenta perché “una volta qui era pieno di ratti, uccelli e pesci, segno che era un ambiente vivo, pulito: oggi dove sono andati a finire”, c’’è chi ribadisce come “occorra un occhi costante e vigile per capire come sta il fiume” ed infine un altro pescatore che ricorda come “possibile che tutti se la siano presi col pesce siluro senza ricordare che molti pesci erano già scomparsi prima dell’arrivo del siluro? Possibile che nessuno abbia pensato che fosse un problema di acqua, di acqua inquinata, la stessa acqua che noi usiamo tutti i giorni?”.

Ecco forse il nucleo più intimo della questione: l’ambiente del Po è un frutto precario di “ingegneria umana applicata nel rispetto della natura”. Se questo rispetto, se questo delicato equilibrio viene meno, allora le conseguenze potrebbero essere fatali. In chiusura di film un’’apparizione quasi da “colonnello Kurtz” del fratello della regista, Vittorio Sgarbi che, velato da una tinta “aranciata” della pellicola, si lancia in una orazione sulla specificità del fiume Po. Tanto per ribadire, con anche il contributo di altri della famiglia ricordato nei titoli di coda, come questo Il pesce rosso dov’’è? sia un film fortemente “marcato Sgarbi”. Nel bene e nel male, ovviamente.