il caso spotlight

Il caso Spotlight – Thomas McCarthy

Grande soddisfazione in sala Darsena per la presentazione del film fuori concorso Spotlight, diretto dal regista statunitense Thomas McCarthy e narrante fatti realmente avvenuti. Si racconta infatti l’’attività di un gruppo di giornalisti del Boston Globe volta a riportare alla luce la questione degli abusi sui minori avvenuti all’interno della Chiesa nell’area di Boston ed a rendere nota pubblicamente la responsabilità della stessa per aver insabbiato lo scandalo grazie anche all’aiuto di professionisti senza scrupoli. Attraverso un ottimo lavoro di squadra, puntuale, senza errori, perfetto nella sua logicità, il team di giornalisti conduce un’inchiesta su uno degli aspetti più inquietanti della storia recente della Chiesa cattolica.

Una pagina nera degna ancor di più di essere portata alla luce se questa dovesse rappresentare nient’altro che una goccia in mezzo a un mare in cui sono annegate centinaia di vittime innocenti. Non c’è una denuncia diretta, quanto piuttosto una volontà di informazione in grado di dare quello stesso coraggio alle vittime dei soprusi. La brillante inchiesta condotta dal gruppo di giornalisti spinge difatti molte persone che hanno subito abusi a rompere quel muro di omertà dato dalla vergogna e dalla paura, sentimenti che affligono tipicamente le classi più deboli, che proprio nella Chiesa trovano sovente il loro unico punto di riferimento. Denunciare significherebbe infatti perdere la fede, la speranza e la fiducia nelle istituzioni con il rischio di sentirsi ancor più soli, abbandonati e senza apparentemente una via di salvezza. Un’omertà facilitata altresì dal ruolo di una società molto spesso corrotta che, assetata di potere e denaro, rischia di trasformare disgrazie altrui in una sistema di sporco arricchimento.

Un cast di talento ed una sceneggiatura lineare, consequenziale e limpida, come la chiarezza che i giornalisti del Boston Globe vogliono far emergere dopo anni di segreti e accordi nascosti, volti a cristallizzare quella perfezione e quella intangibilità delle istituzioni tipica di un sistema contaminato. Spotlight è una pellicola non esasperante che non cerca il sensazionalismo, quanto piuttosto porsi in linea con un racconto letterario in grado di emozionare ed allo stesso tempo mettere in condizione lo spettatore di porsi delle domande su questioni delicate e quanto mai terribilmente attuali.