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I libri degli Incubi – Sergio L. Duma

Adolescenti scomparse in un centro commerciale, strani giochi da tavolo con omicidio finale, ristoranti per cannibali dagli ovvi appetiti, un San Giovanni Battista che ascolta musica metal a tutto volume, demoni seducenti che insidiano sacerdoti dediti al vizio, prostitute e pornostar coinvolte in storie decisamente pericolose, questi sono soltanto alcuni dei personaggi protagonisti della nuova raccolta di racconti di Sergio L. Duma, I libri degli incubi (Teomedia, 2015).

E in effetti mai titolo fu più appropriato, perché fin dalle prime pagine il lettore viene catapultato all’interno di una dimensione crudele, malvagia, apparentemente senza via di fuga, dove il dolore e la sofferenza provengono tutte da un unico denominatore comune: l’essere umano.
Gli incubi che danno origine al titolo non sono popolati dalle più classiche creature del genere orrorifico, come vampiri, licantropi e morti viventi, ma dalle sfaccettature più malate e perverse dell’animo umano, che ci mostra tutti gli abomini che hanno macchiato la nostra specie: incesto, stupro, violenza sui minori, crudeltà disumane che disturbano profondamente, ma allo stesso tempo danno origine a disincantate riflessioni sulla realtà circostante.

“Nessuno di loro mi ha aiutato! Niente e nessuno mi ha impedito di diventare una bambola seviziata! Io ero solo una ragazzina qualsiasi e che cazzo! Non avevo fatto niente di male! Perché doveva succedere a me? Per quale motivo?”

Queste le parole che sentiamo pronunciare alla protagonista di Dark Tunnel, il primo racconto, il più significativo, parole che escono dalla bocca di una tredicenne abusata per anni dai genitori, parole che potrebbero tranquillamente appartenere a un servizio di cronaca di un qualsiasi telegiornale nazionale.
E così per tutti gli altri racconti, da Io sono il Diavolo a Child Abuse Club, da Lolitas a Boys Unleashed, e così via, in una spirale di violenza adatta a stomaci forti, e a ferme coscienze.

Lo stile ben si presta a trasmettere l’atmosfera surreale e violenta della raccolta, tuttavia risulta spesso ripetitivo e similare in ogni racconto, con costanti e reiterati riferimenti sessuali, spesso fini a se stessi, che scadono talvolta nel prosaico.
Tuttavia, la caratterizzazione dei personaggi è completa, personaggi che certamente è impossibile amare, ma che riflettono i gusti e le attitudini di una società in balia del più completo e irriducibile degrado etico, culturale e sociale.

Merita una menzione speciale la chiusura, piccolo tocco geniale che già di per sé vale l’intera opera: Midnight Movies, epilogo dove il protagonista è una versione decisamente originale dell’autore, che instilla il dubbio e ci fa capire che abbiamo a che fare con un personaggio sui generis… e dotato di una notevole ed encomiabile ironia.