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Dominio Pubblico OFFicine: i play off del teatro romano. Risultati primo girone

Si avvicinano i Mondiali di Calcio e in Italia cresce lo spirito competitivo. È così che, un po’ per scherzo un po’ per gioco, noi di Paper Street abbiamo deciso di seguire il Festival romano Dominio Pubblico OFFicine come una sorta di piccolo campionato teatrale.
Ecco qui i risultati del primo girone.

M I L K – Mirko Feliziani
Voto Paper Street: 3

Mirko Feliziani intona Enjoy the silence sulle note create da un’applicazione del suo smartphone. È solo in scena e interagisce con altri sé proiettati su una tela: un uomo e una donna, preoccupati per l’isolamento del protagonista, mostrano foto del suo passato remoto e prossimo che si convertiranno in video a loro volta tramutati in musica sotto forma di karaoke. M I L K è uno zibaldone che immerge lo spettatore in una sorta di stato confusionale ancor prima di vederlo. La sola lettura della sinossi crea uno spaesamento che sarà acuito dopo la visione di questo studio che risulta senza smalto e alla costante ricerca di un infruttuoso ermetismo.

(Nicola Delnero)

Legame – Lara Russo
Voto Paper Street: 8-

Tensione e magnetismo dei corpi; indagine dinamica e ricerca emotiva. Cinque giovanissimi danzatori si interrogano, liberando il corpo, sui gradi di libertà e costrizione nell’ambito dei rapporti umani: Legame è abbandono e solitudine, erotismo e scontro, ritmo del respiro e palpiti frenetici del muscolo vitale. Sempre più soli in mezzo a tanta compagnia virtuale, la danza assume il valore etico della riscoperta di una condivisione emozionale. Un viaggio alla (ri)scoperta dell’altro.

(Adriano Sgobba)

Dicembre-primo studio – Clinica Mammut
Voto Paper Street:

Non rimane che il tempo di ricordare, di ricordare quanto tempo sia andato sprecato per sempre, per niente. Traendo ispirazione da La leggenda della fortezza di Suram del regista georgiano Paradžanov, Clinica Mammut presenta alcuni tasselli di Dicembre, terzo momento della trilogia Memento mori_icone della fine; come già emerso ne Il retro dei giorni, Alessandra Di Lernia e Salvo Lombardo mostrano con sagace ironia le piaghe di un presente in costante stato di autodistruzione che, incapace di implodere una volta per tutte, continua a replicare le sue culture sterili con anonima banalità.

(Giulio Sonno)

Elena di Sparta o della guerra – Santarita Teatro/Elena Arvigo
Voto Paper Street: 6+

Elena Arvigo arriva in scena trascinandosi un baule come Django. Porta una tuba, un cappotto maschile sopra un vestito da sera. Arlecchinesco relitto di una guerra, quindi di un’illusione, in cerca di senso attraverso la memoria. Quando apre bocca dice «Ricordo». È Elena a parlare: Elena di Sparta o di Troia, la moglie di Menelao o l’amante di Paride, la figlia, la donna, la sorella, l’eidolon, il fantasma che Euripide raccontò mandato a Troia in luogo della vera Elena? Un monologo dubitativo, costruito attraverso reminiscenze classiche e moderne intorno al mito della donna «simile alle dee immortali». Suggestivo ma, a differenza degli altri spettacoli, difficile da immaginare in una forma più ampia dello studio attuale.

(Giacomo Lamborizio)

All’unanimità passano il primo turno Dicembre-primo studio di Clinica Mammut seguito a pochi punti di distanza da Legami di Lara Russo.
Rimanete aggiornati. A domani per i risultati del secondo girone.

Per saperne di più:
Gli sfidanti
Il secondo girone
Il terzo girone
Il quarto girone
Il risultato finale

Studio Teatro Argot, Roma – 9 giugno 2014