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Dino Risi

100 registi (e tantissimi film) che migliorano una vita

Dino Risi fu un cineasta ironico, pungente, cinico. Ateo, anarchico. Un monumento del cinema italiano autore di svariati classici. La commedia all’’italiana l’’ha inventata lui con pochi altri registi, sceneggiatori e attori. Il Sorpasso, Poveri ma belli, I Mostri, La stanza del vescovo, Una vita difficile, Pane, amore e…: questi alcuni dei suoi film che rappresentano perfettamente il suo sguardo sul mondo, la sua sfiducia verso il genere umano e anche la precisione, l’onestà e la caparbietà del suo lavoro.

I mostri che il regista ci ha raccontato nella sua filmografia non sono defunti né invecchiati: forse hanno cambiato nome, lavoro, modo di vestire ma raccontano ancora, oggi come ieri, alcuni degli aspetti più spregevoli e volgari di una lunga storia tutta italiana.

Risi si spense a Roma nel 2008: viveva in una camera d’’albergo ai Parioli e in una delle ultime interviste aveva sostenuto che a 80 anni ci vorrebbe l’’eutanasia gratis per tutti; si era pure fatto un elenco delle cose per cui non valeva la pena più alzarsi ogni mattino e con la sua voce stanca gli aveva letti, lentamente, uno dopo l’’altro, la vecchiaia non è bella:

è bello quando non si ricordano più i nomi dei propri figli?
è bello guardare una ragazza e non essere visti da lei?
è bello fissare un telefono che non suona?
è bello parlare e non essere capiti?
è bello non ricordare il motivo di una vecchia canzone?
è bello diventare antipatici?
è bello non sentire una donna che ti dice ti amo?”