Dario-Argento

Dario Argento

100 registi (e tantissimi film) che migliorano una vita

Un pianista che ha assistito ad un brutale assassinio sta componendo nella sua stanza. Improvvisamente sente dei passi provenire dal piano superiore. L’assassino è entrato in casa. Indeciso su come agire, preda del terrore, con una mano afferra una statuetta per difendersi e con l’altra continua a suonare. I secondi sono interminabili, il sudore e i palpiti aumentano. Improvvisamente squilla il telefono e con uno scatto il pianista chiude la porta della sua stanza.

Il maestro del brivido per eccellenza. Uno dei registi più amati e imitati. Colui che ha rivoluzionato e stravolto il giallo e l’horror, autore di capolavori irraggiungibili come Profondo rosso e Suspiria. Innovatore di questi generi, ha orchestrato opere impregnate di terrore e tensione, opere macabre cariche di angoscia che giocano con i nervi degli spettatori sino a conclusioni mai scontate. Argento ha creato un nuovo stile caratterizzato da innovazioni registiche, tra cui ricordiamo l’ossessione tramite primissimi piani per i dettagli, l’uso della soggettiva, il legame indivisibile fra la colonna sonora e la pellicola (come dimenticare il tema composto dai Goblin per Profondo rosso o il Va’ pensiero che fa da commento al truculento omicidio di Eleonora Giorgi in Inferno).

Ribaltando i canoni del genere ha creato intrecci complicati in cui la risoluzione del caso, la rivelazione dell’assassino era basata sui particolari e dove quasi sempre i suoi protagonisti sono vittime del caso, personaggi fragili e suggestionabili (il pianista di Profondo rosso, la ballerina di Suspiria, lo scrittore di Tenebre). Abile nel tinteggiare le sue opere con tocchi di umorismo macabro, è stato senza dubbio uno dei registi più acuti nel rappresentare le devianze della psiche umana e la follia fine a se stessa (vale la pena citare l’omicidio dell’odioso Kazanian, personaggio di Inferno, film da vedere e rivedere). Oltre ai titoli già citati, vale la pena ricordare due capisaldi del giallo all’italiana come L’uccello dalle piume di cristallo e Il gatto a nove code.

Nonostante i suoi ultimi film non siano all’altezza dei precedenti, è senza alcun dubbio uno dei più importanti geni della cinematografia mondiale, capace di dare forma e sostanza ai nostri incubi peggiori.