Teatri della Cupa 2015 Novoli

I Teatri della Cupa 2015_Novoli

Festival del Teatro e delle Arti nella Valle della Cupa

La Valle della Cupa è una porzione della pianura salentina, caratterizzata dalla fertilità delle sue terre e dalla bellezza dei suoi paesaggi. Questa parte di territorio comprende due paesi: Novoli, conosciuta in tutta la Puglia per la focara più grande del Salento; e Campi Salentina, nota per aver dato i natali a Carmelo Bene, una delle personalità più influenti della cultura del secolo scorso. Proprio queste piccole cittadine – poco più di 8.000 abitanti la prima, poco meno di 11.000 la seconda – sono le sedi di questa prima edizione pilota dei Teatri della Cupa.

Nata all’interno del programma di valorizzazione dei Beni Culturali dell’Unione Europea e della Regione Puglia, e nello specifico del Teatro Comunale di Novoli, da poco affidato alle due compagnie residenti vincitrici del Bando Teatri Abitati, Factory Compagnia Transadriatica e Principio Attivo Teatro; il festival pone al centro del suo progetto il connubio teatro/territorio, con l’obiettivo di sfruttare il considerevole patrimonio artistico e culturale dei paesi ospitanti. A sottolineare questa precisa e felice scelta, l’organizzazione ha deciso di articolare i vari, eterogenei spettacoli di questa prima parte di festival tenutasi a Novoli, in diversi spazi come il Teatro Comunale, la Piazza Regina Margherita, il Palazzo Baronale e la Piazza dell’Immacolata. La seconda parte avrà luogo a Campi Salentina nei primissimi giorni di agosto (leggi qui).

Foto ©Alessandro Colazzo

In questo senso, l’apertura affidata a K-now! è la perfetta incarnazione dello spirito della rassegna. Giunto ormai alla sua settima edizione, questo progetto ha coinvolto sessanta artisti, giunti da tutta la Puglia e dal resto d’Italia, che hanno vissuto, mangiato, pensato, creato, discusso e lavorato nello stesso luogo per cinque giorni, al termine dei quali hanno offerto la loro performance finale al posto che li ha ospitati. Sono brevi performance itineranti di varia natura che hanno coinvolto, in maniera spesso attiva, i numerosi partecipanti che via via si destreggiavano tra i differenti luoghi dislocati nel paese. Una sorta di caccia al tesoro guidata e ben programmata, atta ad accrescere la curiosità e la partecipazione dei suoi spettatori: l’avvio, dunque, è stato molto positivo.

Foto ©Alessandro Colazzo

La seconda giornata ha dato il via agli spettacoli “canonici”, tra cui ne segnaliamo tre, o meglio, due in questo articolo e un altro in quello di domani. Partiamo da Selbstbezichtigung/Autodiffamazione della Compagnia Barletti-Waas, da un testo di Peter Handke. I due attori (Lea Barletti e Werner Waas) si offrono al pubblico come rappresentanti dell’intero genere umano, con tutte le coerenti incoerenze che lo caratterizzano, che lo rendono vivo. Due attori, in principio nudi, si vestiranno di abiti “borghesi” mentre si susseguono le potenti frasi, recitate in italiano e in tedesco, con sopratitoli sul fondo, di un testo dove la crescita si mescola all’autoconsapevolezza, la libertà alla gabbia. Due facce imprescindibili della medesima medaglia, in una parola sola Vita (per approfondire leggete qui la recensione della nostra Sarah Curati).

Waas/Barletti Autodiffamazione. Foto ©Manuela Giusto

Il secondo spettacolo è 2. (Due) della coppia Licia Lanera e Riccardo Spagnulo, meglio conosciuti come Fibre Parallele. Il palcoscenico del Teatro Comunale diventa una piccola stanza con una vasca da bagno sul fondo, una sedia sul lato sinistro e delle sacche piene di sangue penzolanti dal soffitto. Dei neon si accendono lentamente in basso nella ribalta, mentre un rumore inquietante, tipico di un film horror, ingombra l’atmosfera. Su questa scena cammina sui tacchi una donna (Lanera) vestita da infermiera. La sua vita sta giungendo al capolinea: la sua storia d’amore è terminata, lui l’ha lasciata per un altro uomo e lei l’ha ammazzato.

Fibre Parallele 2 (Due). Foto ©Fibre Parallele

Una pièce breve, caratterizzata da un testo feroce, addomesticato alla perfezione dalla fisicità della protagonista, senza dubbio una delle migliori attrici dell’attuale panorama italiano (già Premio Ubu 2015 “Miglior attore/attrice under 35”). L’abilità di quest’ultima nel cambiare ritmo, tonalità e stato d’animo è disarmante ed estremamente coinvolgente. Racconta l’inizio e l’epilogo della sua storia d’amore, passando dal candore all’odio con sguardi amorevoli e via via malinconici, fino a giungere a quelli magneticamente raccapriccianti del folle sdegno. Dopo aver esaurito i ricordi, rimane da sola con la sua crescente pazzia. È giunta l’ora, anche per lei, di farla finita.

C’è un altro spettacolo che più di tutti ha colpito la mia attenzione. Di questo, e per trarre le conclusioni di questa prima parte del festival, parleremo nell’articolo di domani.

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Novoli (LE) – 9-12 luglio 2015