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Sydney Pollack

100 registi (e tantissimi film) che migliorano una vita

La vita corre sul filo e i Destini incrociati non sono solo vita reale, perché anche in quella più concreta e quotidiana esiste sempre un Creatore di sogni. Con tre titoli – l’esordio, un ideale prolungamento del tema fatalista e le propaggini della fine come espressione di un sogno reso pragmatico e materico nel documentario dedicato a Frank Gehry, in cui lo stesso Pollack compare in video quale amico e seconda voce del racconto – non si può esaurire la carriera del regista ma si possono lasciare le tracce della sua direzione, della sua trasversalità nei generi, evidenziando anche l’arco temporale ampio di produzione artistica, complessivamente quarant’anni di cinema, dal 1965 al 2005, con l’ultima azione di The Interpreter.

Chi è Sydney Pollack? È un americano e il suo cinema è l’America, non negli stereotipi ma secondo l’immaginario multiplo che questo paese offre. È un cinema di cemento, di praterie di cavalli, di intrighi politici e architettura onirica quello che Pollack, da sempre, ha messo in scena. Pollack attraverso il suo cinema è come se avesse desiderato far compiere un viaggio sull’atlante degli Stati Uniti, non in maniera gratuitamente celebrativa verso il proprio paese ma con una visione microscopica da lente d’ingrandimento che concedesse almeno di “fare cronaca”, mostrare, non dando pareri, offrendo l’opportunità di elaborarne.

A Sydney Pollack dobbiamo anche, non solo la predilezione attoriale, ma anche l’abilità di valorizzazione di un altro imprescindibile del cinema americano, Robert Redford, suo interprete-feticcio che, per la direzione registica ricevuta da Pollack di certo ha della gratitudine da rinnovargli perenne.

Una nota di merito, non sconosciuta, ma forse meno popolare e invece degna di essere ribadita, per la capacità intuitiva e non solo artistica, va al Pollack produttore di alcune delle pellicole che, di certo, si sono distinte come degne di essere parte rilevante della storia del cinema: per citarne un paio, entrambe di Anthony Minghella, Il talento di Mr.Ripley (1999) e Ritorno a Cold Mountain (2003).

Purtroppo dopo il 2005 Pollack non ha più diretto cinema, venendo a mancare nel 2008, eppure trent’anni fa esatti (1973) diresse un film dal titolo Come eravamo, disegno di non comunicazione esistenziale con il tempo e con l’evoluzione personale e sociale del medesimo, riuscendo in un profilo di personaggi estremamente umani. Potendo sognare, come l’America, il cinema e Pollack hanno sempre concesso fare, sarebbe bello sapere come oggi Sydney Pollack penserebbe alla trama e dirigerebbe un film dal titolo Come siamo, offrendoci la sua personale ma sempre ampia visione del presente, conseguenza del passato e anticipazione del futuro.