SANREMO, ITALY - FEBRUARY 18:  Gianni Morandi and Adriano Celentano performs on stage at the closing night of the 62th Sanremo Song Festival at the Ariston Theatre on February 18, 2012 in Sanremo, Italy.  (Photo by Daniele Venturelli/Getty Images)

Sanremo 2012, la prima puntata

È iniziato un nuovo Sanremo e il “popolino” si è attaccato subito alla televisione. Chi non l’ha mai seguito ha trovato ogni minimo particolare per criticarlo. Chi lo ama, sembrava non aspettasse altro da mesi. Comunque sia, se ne parla. “Che se ne parli bene o male l’importante è che se ne parli”, dicevano. La Rai sta già vincendo con i suoi 15 milioni di telespettatori; perché? Perché Sanremo è Sanremo, c’è ben poco da fare!

Iniziano Luca&Paolo, le due iene che non sanno più di quale carcassa cibarsi ora che il premier dei premier non è più al governo. Divertente comunque sia la parodia che la satira sullo stile della scorsa edizione. Forse una delle performance canore e non solo meglio interpretate di questo inizio Festival. Dovevano ancora finire e già venivano attaccati dai buonisti. Il motivo? Troppe parolacce per uno show in onda in quella fascia oraria. Mah.

Inizia la bagarre: parte Dolcenera che pensa già di essere una rock star e saluta il pubblico a modo suo, con superficialità. Va bene la tensione, va bene che non è facile essere la prima a cantare, ma l’ottimo potenziale visto in passato ha lasciato un po’ perplesso l’ascoltatore. Stile e immagine a parte… “Ci vediamo a casa”, come recita il titolo della sua canzone. Samuele Bersani non ha tradito: caratterizzato dal suo solito stile ha portato una canzone, Il pallone, che con un testo coerente e garbato
racconta gli altalenanti equilibri della vita contemporanea.

Bastano appena due canzoni a mandare in tilt il sistema elettronico della giuria, posizionata come fosse il settore più caldo del tifo da stadio. Risultato? La gara verrà ripetuta il giorno seguente. Morandi cerca di calmare la tensione ufficializzando la mancata presenza della valletta: ha il torcicollo! A vent’anni?! Il torcicollo?! Mistero.

Arrivano gli impalpabili Noemi, acconciatura a parte, Chiara Civello (grande talento, ma l’Ariston non è il suo palco), e un deludente Renga, forse per colpa dell’influenza dei giorni scorsi.

Il palco sembra saltare in aria! Per (s)fortuna no, entra “solo” Celentano attraverso una scenografia da film catastrofico americano. Un po’ riprende il video del fortunato singolo Non so più cosa fare (neanche noi), un po’ ricorda il bombardamento di Dresda. Dopo minuti interminabili compare riemergendo sotto un cumulo di “attori cadaveri”. Dopo altri 50 minuti interminabili, se ne va. In mezzo molti temi affrontati. Non ha detto cosa sbagliate, le ha dette nel suo stile. Zzzz. Tra un bicchiere d’acqua e un finto litigio con Pupo – che fino a ieri si lamentava con tutta la Rai per non aver vinto l’edizione 2010 – ci ha messo in mezzo pure qualche canzone. Sempre nel suo stile.

Svegliati i cantanti, che nel mentre si erano addormentati e qualcuno anche innervosito, riprende la “gara”: la Zucchero jr non ha cantato male; anche il testo era degno del cognome che porta: gliel’ha scritto il cantautore Davide Van De Sfroos. Tocca a Emma Marrone: ci ha messo cuore e grinta. I
Marlene Kuntz, introdotti da Morandi come veri rocker in realtà sono semplicemente veri indie, hanno movimentato un po’ la faccenda, ma non saranno apprezzati dal pubblico sanremese. Finardi è bollito. Gigi d’Alessio e Loredana Bertè bisogna
ancora capire perché siano lì, insieme. Nina Zilli non pervenuta.

Bene, a nostro avviso, la coppia Pierdavide Carone e Lucio Dalla. La canzone proposta racconta un amore impossibile, ma non è per niente impossibile che arrivino in fondo facendosi ricordare anche in futuro. Arisa. “Sinceramente” è cambiata. Niente a che vedere con il fortunato motivetto passato. Ha una grande voce, finalmente l’ha tirata fuori. Grande anche, dal punto di vista emotivo, l’interpretazione. A dirigere l’orchestra c’era Mauro Pagani (PFM), non a caso; Arisa è maturata. Matia Bazar, per concludere, avrebbero potuto cantare la loro canzone dieci anni fa. Aspettiamo i duetti: giovedì con ospiti stranieri, venerdì con ospiti itailani.

Alla fine?! Ottimi nomi, basso il livello delle canzoni. Poveri alcuni testi. Noi commentiamo il festival dal punto di vista musicale, a commentare Sanremo come show ci pensa il “popolino”, che comunque sia parla parla, ma il Festival lo guarda!