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Mortdecai – David Koepp

Mortdecai è il nuovo film di David Koepp, sceneggiatore di Spiderman e Jurassic Park; la pellicola è tratta da uno dei vari romanzi dello scrittore inglese Kyril Bonfiglioli sulle avventure dell’omonimo personaggio. In questa vicenda il truffatore e collezionista d’arte Charlie Mortdecai (Johnny Depp) viene incaricato da un poliziotto di ritrovare un quadro smarrito di Goya, sottratto all’opera di una restauratrice uccisa durante il furto. La ricerca lo porta a fare visita ad altri collezionisti d’arte dalla Russia a Los Angeles, che lo sfruttano, lo vogliono morto oppure tentano di fregarlo a loro volta. Con l'aiuto della moglie e del poliziotto (innamorato della moglie), riuscirà a mettersi sulla pista giusta e ad affrontare gli ormai numerosi nemici.

Mortdecai fa parte di quel filone di commedie d’azione più o meno sofisticate che ogni tanto fanno capolino nelle sale, genere presente da sempre ma tornato in vigore grazie al successo di Ocean's Eleven, e che trova analogie anche coi film sulla Pantera Rosa; qui affiora un giusto equilibrio tra lo humour e l’azione, mantenendo il ritmo sempre elevato. Il personaggio di Mortdecai è l’esasperazione dello stereotipo dell’inglese: umorismo sofisticato, linguaggio forbito, espressività super variegata, propensione pressoché nulla verso l’azione. È quest’ultimo aspetto, in contrasto coi precedenti, che dovrebbe (vorrebbe) sostenere la comicità del film: l'inettitudine di Charlie è accentuata dal fatto che sono la moglie e il suo maggiordomo (quest'ultimo autentico donnaiolo nonché veterano di guerra con tanto di cicatrice sul viso) a fare il lavoro sporco.

Il problema del film è che nonostante tutte le premesse (e il fatto che Johnny Depp sia come al solito una vera macchietta), esso fallisce su entrambi i fronti. Si sente che manca sia quel vero divertimento che Koepp si è impegnato a costruire e quel coinvolgimento che i dialoghi serrati e il montaggio scattante promettono di regalare. Inoltre non si empatizza con nessuno dei personaggi, e in particolare verso il protagonista si prova una graduale antipatia che rende difficile tifare per lui (e i villains qui non sono certo così profondi da generare una qualche empatia). Peccato per l'occasione mancata da Koepp, ma anche per Johnny Depp: esisteva un tempo in cui, già bravissimo di suo, non sbagliava un copione.