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Feelin’ Good In Your Shoes – The Last Project

Il quartetto pavese ha una certa predisposizione intrinseca per le melodie pop e questo è un dato assodato che Feeling in Your Shoes vi lascerà sulla pelle e nelle orecchie. Non si limitano a buttare due note “catchy”, le ricamano e le impiattano come è giusto che sia per servire un “unicum” completo che fila giù nella gola del piacere senza quasi accorgersene. Te ne accorgi dopo quando lo hai già deglutito, quando riparti dal principio e tutto è familiare, un gusto già sentito che hai piacere a riassaporare.

Don’’t Run Away sa di addio, forse di arrivederci, quello che ti auguri ma non ne hai tutta questa certezza. Dolce e semplice come le cose sincere senza troppi artifici. Piacevole l’’apertura a metà brano che amplifica l’’atmosfera lasciando qualche speranza nel coro finale. Subito dopo si lascia da parte un po’’ di nostalgici sentimenti per entrare nel clima nettamente più disincantato di Waiting for Someone, bisognerebbe ascoltarlo col sole in faccia per goderselo al meglio. Andamento non dissimile dal precedente ma caratterizzato in maniera diversa poiché sprigiona lucentezza tutto il brano, alcuni raggi pop altri vagamente college rock.

In A Perfect Mask, dove troverete nel testo il titolo dell’’EP, si alzano i ritmi sostenuti da un basso solido e presente, batteria che viaggia in levare e le chitarre si prodigano rimanendo ben ancorate al brano trasmettendo l’’idea di forma canzone nel più classico dei modi ma anche nei più riusciti mantenendo alta l’’attenzione. Il brano più lanciato di tutto il lavoro, il meno malinconico e il più diretto. Magari direte questa l’ho già sentita poiché i riferimenti musicali son ben chiari ma il tutto è realizzato con onestà e con una facilità disarmante farete tutte le tracce vostre dal primo ascolto, cosa non da tutti. Ci salutano con Goodbye dove la voce è particolarmente calda e rassicurante che ci accompagna per tutto il pezzo perfetto per la chiusura, perfetto per salutarci e dirci che ci vedremo presto.
Un EP sprizzante di gusto pop, animo brit e un melodie trasognate.

Coi giusti accorgimenti e magari qualche accelerazione in più, naturalmente senza perdere la vena pop questo è un buon antipasto che in futuro potrà diventare una gustosa prima portata acquisendo sempre più personalità. Attendiamo ai tavoli.
Affamati.