Surviving Life - Jan Svankmajer
Appena ho visto che Svankmajer presentava il suo ultimo lungometraggio ho deciso di andarlo assolutamente a vedere. Come scriveva Anthony Lane, giornalista del “The New Yorker”, “Il mondo si divide in due categorie di diversa ampiezza... quelli che non hanno mai sentito parlare di Jan Švankmajer e quelli che hanno visto i suoi lavori e sanno di essersi trovati faccia a faccia con un genio.” Questo regista me lo fece conoscere un amico mentre parlavamo di animazioni in stop motion: insieme guardammo uno dei suoi lavori più famosi “Alice” e subito venni colpito dal modo in cui fonde le riprese con l’animazione in stop motion.
La storia è tutt’altro che banale, una di quelle trame che solo Svankmajer può sviluppare senza annoiare con le tecniche da lui utilizzate: il protagonista è un anziano signore che inizia ad avere un sogno ricorrente; mentre procede la narrazione il sogno inizia a confondersi sempre di più con la realtà. L’anziano signore entra quindi in terapia da una psicanalista: l’austerità scientifica della dottoressa è in netta contrapposizione alla goffaggine di altri due improbabili personaggi, Sigmund Freud e Carl Gustav Jung.
Tutta la pellicola è giocata sull’ambiguità del reale, ad un certo punto ci sentiamo persi come il protagonista e solo la psicanalista può aiutarci a ricongiungere le varie parti del mosaico. Alla fine ci si trova davanti ad una scelta: ritornare alla realtà e dimenticare tutto oppure abbandonarsi totalmente al sogno?
A voi la visione, assolutamente consigliata.




