Seta - Alessandro Baricco“Era il 1861. Flaubert stava scrivendo Salammbò, l’illuminazione elettrica era ancora un’ipotesi e Abramo Lincoln, dall’altra parte dell’Oceano, stava combattendo una guerra di cui non avrebbe mai visto la fine.”
C’era un uomo. Il suo nome era Hervè Joncour.
C’era un luogo. Lavilledieu, nel sud della Francia, nascosta sullo sfondo di una storia che fugge altrove.
C’era una storia. Una storia dell’ ‘800. Non una storia d’amore.

Una storia confusa. Una storia opaca.
La storia di una viaggio da Lavilledieu alla città di Shirakawa.
Di un secondo viaggio. Da Lavilledieu alla città di Shirakawa.

Di altri viaggi. Da Lavilledieu alla città di Shirakawa.
Hervè Joncour comprava e vendeva bachi da seta.
Fu proprio il suo lavoro che lo portò a dover intraprendere il primo viaggio per il Giappone, un mondo che da poco, solo da otto anni, si era aperto al commercio, costretto da un ultimatum imposto dal commodoro Perry nel 1853, quando entrò per la prima volta con le sue flotte nella baia di Yokohama.
Un viaggio lungo quello per il Giappone. Attraverso Metz, il Wurttemberg e la Baviera, Vienna, Budapest e Kiev; attraverso la steppa russa, l’Austria fino all’ Oceano e poi in nave a Capo Teraya; Ishikawa, Toyoama, Niigata, Fukushima e SHIRAKAWA.
Friedrich Benz era ancora troppo giovane. Il 1901 ancora troppo lontano.

I fratelli Wright vendevano ancora biciclette in quel di Dyton e non sapevano che avrebbero volato su un biplano.
Hervè Joncour era un uomo dell’800.
Hervè Jncour intraprese il suo viaggio come lo avrebbe intrapreso un qualunque uomo del suo tempo.

L’ ultima parte del viaggio Hervè non la conosceva: a occhi bendati, guidato chi lo sa da chi, chi lo per dove. Giungeva in un paesino silenzioso. Solo allora veniva sbendato, al cospetto dell’ imponente dimora di Hara Key. Ninete meno che Hara Key. L’emblema del mistero.
E’ calmo, è silenzioso Hara Key. Sembra muoversi lento, come se ogni suo gesto rinchiudesse un piccolo messaggio, avesse un significato. Parla poco Hara Key. Come se fosse stato sottratto da un film Takeshi Kitano.
Hervè Joncour comprava e vendeva bachi da seta.
Hervè Joncour comprava e vendeva bachi da seta da Hara Key.

Hervè joncour era “ uno di quegli uomini che amano assistere alla propria vita, ritenendo impropria qualsiasi ambizione a viverla”.
Hervè Joncour cominciò a “vivere” in Giappone, portandosi quasi al limite della realtà. Lasciandoci liberi di immaginare che il “suo” Giappone in realtà fosse stato creato da lui. Per sé stesso.
Hervè Joncour in Giappone incontrò un amore che esisteva già.
Mantenne un segreto subito svelato.
Combattè una guerra che non gli apparteneva.

Aveva 32 anni quando credeva che la sua vita tranquilla e intatta sarebbe rimasta immutata per sempre.
Aveva 33 anni. E niente era più in equilibrio.
Come in bilico tra due vite. La vecchia: quella che ti sta incollata alla pelle, che ti viene dietro dappertutto, che non puoi dimenticare; e quella nuova: una vita che ti attira, che ti trascina via da ogni certezza, che ti chiama e non puoi fare a meno di seguirla.
Hervè Joncour non poteva farne a meno. Alle soglie di un mondo “lontano secoli”.

Hervè Joncour comprava e vendeva bachi da seta.
Hervè Joncour intraprese un viaggio da Lavilledieu alla città di Shirakawa.
Un secondo viaggio. Da Lavilledieu alla città di Shirakawa.
Altri viaggi. Da Lavilledieu alla città di Shirakawa.

Hervè Joncour vide ciò che pensava invisibile.
La fine del mondo.


Giulia Toso