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Broadchurch

Una delle difficoltà in cui incappa molta della serialità degli ultimi anni si ritrova in una particolare situazione, quella in cui si stabilisce il focus narrativo su un mistero e si riempiono gli episodi di indizi e tranelli per confondere lo spettatore e accattivarlo, sperando di tenerselo stretto fino alla fine della serie. Tutti abbiamo seguito almeno un prodotto di questo tipo, da Lost fino ai flop Flashforward e The Event; partiti con grandi ambizioni, la maggior parte di questi ha dovuto accostare e fermarsi, con la benzina terminata quando non sono neanche giunti a metà strada.

Di questa tipologia di prodotti, la formula più canonica e con alle spalle grandi antenati letterari è quella del “whodunit”, avente una struttura imperniata sulla risoluzione di un omicidio e su un gruppo di personaggi sospettati del misfatto. In chiave televisiva, la mente ricorre subito al leggendario Twin Peaks, seminale telefilm che continua a fare proseliti ancora oggi. Quello che più interessa in questa sede di questo esempio è invece il suo setting: un’anonima cittadina americana, sconvolta da un omicidio. Chris Chibnall probabilmente pensava a Lynch, quando ha cominciato a scrivere Broadchurch.

Trasmessa da ITV nel 2013, la serie racconta il dramma di un paesino inglese alla notizia del ritrovamento in spiaggia del corpo di Danny Latimer, un ragazzino di undici anni; a seguire le indagini, la detective Ellie Miller, affiancata dal collega Alec Hardy, da poco trasferitosi in città per motivi poco chiari.

Il gioco di ribaltamenti di prospettiva architettato da Chibnall appassiona e sconvolge, sapendo mettere in difficoltà il pubblico, fino ad un colpo di scena finale davvero ben riuscito e raccontato meglio. E’ proprio qui che Broadchurch gioca le sue carte, non tanto nell’originalità dell’idea, quanto nell’eleganza della narrazione, nella fotografia fredda e glaciale, nel riuscito cast di attori che ruota attorno ai due detective, su tutti l’ex Doctor Who David Tennant.

E’ evidente che la serie non ha tanto interesse a seguire i stilemi dei classici crime drama, ma è spinta con maggior fervore verso l’osservazione dei comportamenti umani, analizzando come le dinamiche familiari vadano ad implodere su se stesse, risucchiando tutto ciò che hanno intorno, come le onde del mare, ossessivamente inquadrate e poste in primo piano, trascinando via una normalità che sarà impossibile da rimettere in piedi.

Fresca vincitrice ai Bafta 2014 di tre premi (Miglior Drama, Miglior Attore Protagonista, Miglior Attrice Protagonista), la serie avrà un remake in terra americana, Gracepoint, di nuovo con Tennant ma con in più Anna Gunn al suo fianco, la quale i fan di Breaking Bad ricorderanno come Skyler. Sarà interessante vedere come e quanto sarà diversa dal suo stampo originale, ma la presenza di Chibnall al timone del progetto rassicura sul suo buon esito.