Peter-Greenaway

Peter Greenaway

100 registi (e tantissimi film) che migliorano una vita

Nel guardare un film di Greenaway si ha l’’impressione di attraversare le sale di una pinacoteca. Come per le figure dipinte su una tela, l’’uso della luce, la dovizia di particolari, i volti dei personaggi fanno si che si crei un connubio tra il linguaggio espositivo cinematografico e quello pittorico. L’’arte, filtrata nella realtà, è indubbiamente l’’elemento iconoclastico del suo cinema: i suoi film abbondano di citazioni pittoriche che spaziano dalla corrente barocca, a quella fiamminga e alla paesaggistica, evidenziando un gusto estetico mai fine a sé stesso ma finalizzato alla creazione di un monumento costituito da immagini.

Coerentemente con questo stile, la recitazione degli interpreti dei suoi film si può considerare sotto le righe per la maggior attenzione data più all’’espressività del volto che alla gestualità, più sommessa, che tende più ad evocare che a mostrare. Per lo stile adottato e il frequente ricorso a citazioni, a rebus e sciarade per scandire la narrazione, le opere di Greenaway sono dominate da un indiscutibile fascino che attrae lo spettatore, fascino dovuto anche al ricorso a soluzioni grottesche che sono diventate un topos di questo regista; ne sono un esempio l’ossessione morbosa che covano i due medici gemelli verso gli stadi della putrefazione in Lo zoo di Venere, le vaste cucine abbondanti di portate luculliane che fan da sfondo ai sensuali amplessi dei protagonisti de Il cuoco, l’amante, il ladro e sua moglie, l’’attrazione maniacale verso i numeri e le macabre statistiche di decessi in Giochi nell’’acqua.

Il talento visivo di questo cineasta emerge anche nella capacità di allestire gli spazi, sia interni che esterni, abilità che consente di utilizzarli come se fossero personaggi della vicenda, sradicandoli dal ruolo di mero sfondo alla narrazione, riuscendo soprattutto a renderli, grazie alle luci e, in determinate sequenze, alla colonna sonora, specchio dell’’interiorità dei personaggi.

Autore di pellicole dal forte impatto visivo e dissacranti, la filmografia di Greenaway presenta opere che per allestimento e temi hanno ulteriormente accentuato il concetto di cinema come mezzo espressivo, veicolo non solo d’intrattenimento ma forma d’arte.