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Rainer Werner Fassbinder

100 registi (e tantissimi film) che migliorano una vita

Bavarese classe 1945. Scappato di casa a sedici anni per darsi al teatro, Rainer Werner Fassbinder nel 1967 approdò all’Action Theatre di Monaco con provocatori e agitatori all’insegna di espressionismo, assurdo e Handke (azione di strada del movimento studentesco ed operaio). L’anno successivo formò il gruppo Antitheater, che si esibì anche in un film di Straub. Il collettivo teatrale e il magistero di Straub furono anche all’origine dei suoi primi lungometraggi. Il fenomeno Fassbinder si inscrisse nel movimento giovanile del Sessantotto: la cultura tedesca ricevette un impulso propulsivo dalla rivolta totale, dalla critica rabbiosa che investì ogni aspetto della tradizione.

Gli eroi di Fassbinder erano gli emarginati, cui opponeva le schiere minacciose dei borghesi nello squallore della loro vita. Da anarchico attaccava l’ideologia borghese nel momento stesso del suo trionfo, innalzandone le vittime ad eroi. La rappresentazione avveniva seguendo e sovvertendo i codici del melodramma più classico (quello di Sirk per fare un esempio) fino ad arrivare ad una ristrutturazione post-neoggettiva. Tutto viziato da un particolarissimo sarcasmo compiaciuto, quello della teatralità della messa in scena.

In fondo tutta la gigantesca opera di Fassbinder, come la sua vita, non fanno altro che dimostrare che ogni cosa che stiamo vivendo è solo un’espansione del gran teatro che è il mondo. Nella sua breve ed intensa vita, attraversata da passioni laceranti, fu anche omosessuale dichiarato e tossico ma nonostante tutto avrebbe lasciato il segno nel cinema europeo e tedesco con più di quaranta film e molte regie teatrali.

Il matrimonio di Maria Braun, Rainer Werner Fassbinder, 1979

Il matrimonio di Maria Braun, Rainer Werner Fassbinder, 1979

L'incontro più importante della sua vita risale al 1966 (l’anno dei primi cortometraggi), con l'attrice Hannah Schygulla con cui avviò un sodalizio che sarebbe durato fino alla morte. L'esordio L'amore è più freddo della morte fu presentato nel 1969 al Festival di Berlino. Del 1970 invece il dramma Il soldato americano. Sempre a quel periodo risalgono due tra i suoi film più assoluti e meno considerati: Attenzione alla puttana santa, una delle più straordinarie e controverse dichiarazioni d’amore per il cinema; Il mondo sul filo, racconto di fantascienza che profetizzò l'avvento dell'era mediatica.

Le lacrime amare di Petra von Kant, segnò l'inizio del periodo dei melodrammi, anche a sfondo personale, del resto arte e vita reale si fondono nelle sue opere. Despair (1978) è il primo film internazionale. Nello stesso anno Fassbinder firmò uno degli episodi di Germania in autunno, sulla cupa stagione del terrorismo, e diresse Un anno con tredici lune. Seguì il suo film più celebrato, Il matrimonio di Maria Braun, primo capitolo di una serie dedicata agli anni Cinquanta, con i successivi La terza generazione (1979), Lili Marleen (1980) e Lola (1981). Fassbinder apparve sul grande schermo per l'ultima volta nella sequenza d'apertura di Veronika Voss (1982), suo penultimo lavoro.

Querelle de Brest è il canto d'amore di chi sta per morire, con un'indimenticabile Jeanne Moreau, che canta “ogni uomo uccide ciò che ama”. Lui si è sempre amato ed in un certo senso, nonostante tutto, è sempre riuscito a farsi amare.