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Tempo – Olga Bell

Se c'è una cosa che ci ha insegnato la contemporaneità è che tutto può essere labile: oggi la barba è un attributo a cui non si può rinunciare, il giorno dopo se uno la porta viene immediatamente tacciato come passatista, obsoleto e, financo, revisionista. Olga Bell talentuosa artista di origine russa pare aver compreso ed assimilato da “tempo” (quale termine migliore da usare?!) questo concetto, come emerge con evidenza nel suo ultimo album intitolato, giustappunto, Tempo.

Edito da One little indian/Audioglobe, “Tempo” è un album perfettamente calzante alla contemporaneità, con i suoi ritmi affilati, i suoi suoni ora freddi ora caldi e quell'ansia, tipica dell'oggi, di essere sempre giusto, sempre un passo avanti. E la produttrice ed artista che ha scelto come base Brooklyn dimostra tutta la sua versatilità in dieci tracce dove forse a mancare è il singolo-killer ma dove abbondano ottimi capitali musicali.

Il balletto tra sperimentazione e vena pop si dipana con forza in una canzone come Randomness, dove, su una base quasi dance, la nostra Olga Bell articola tutte le sue declinazioni musicali: attitudine danzereccia, una vena per curare i testi sempre presente e un’anima pulsante non così comune tra gli artisti, ancora una volta, contemporanei.

Nella quinta traccia i suoni digitali trovano una sorta di decisa sterzata verso la sperimentazione. Regular infatti presenta un ritmo spezzato, alcuni echi quasi da videogioco anni Ottanta da un lato e dall'altra picchi della voce di Olga Bell che, in questo caso, si cimenta anche con un maggiore gradiente per quanto riguarda l’interpretazione.

Dell'artista di origine russa hanno scritto in molti, dal New York Times a Pitchfork e l'impressione di trovarsi di fronte ad un artista non soltanto “fatta e finita” ma pure “eccentrica ed irregolare” c'è tutta. Your Life is a Lie, l'ottavo pezzo, è, in ultima analisi, una delle canzone ideali per raccontare questo tempo presente ed immortalarlo in una polaroid un po’ troppo sovraesposta alla luce. Così, senza tanti filtri, perfettamente retrò eppure al passo con i tempi. Anzi col “Tempo” che, come da regola, continua a sfuggirci come sabbia tra le dita.