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Paranoid Room – P.O.M.A.

L'inizio è superomistico come si conviene ad un album che, per stessa ammissione di Paolo Oliva e Massimiliano Alfi aka i P.O.M.A. “Odia la mediocrità e le argomentazioni prive di contenuto”.

E che questo Paranoid Room non sia un lavoro mediocre o peggio privo di una sua specifica raison d’être ce lo conferma giustappunto la prima, tonante, traccia, Nella Testa di Nieztsche.

Ora, spesso si tende a dare poca importanza ai titoli, in special modo quando questi siano dati per canzoni totalmente strumentali come sono quelle dei P.O.M.A.

Eppure se uno ha, anche solo a livello epidermico, conosce o ha letto qualcosa del pensatore tedesco della seconda metà dell'Ottocento non può sentire un'assonanza, quasi carnale, con la sua parabola esistenziale in questi suoni affilati, profondissimi e potenti, realizzati, come del resto l'intero album, a Chieti, nella cameretta dell'appartamento di residenza degli stessi P.O.M.A. e da Frank Brait. Il tutto, per di più, in presa diretta.

Quindi un album verrebbe da dire digitale con un'attitudine analogica anche se, ce ne rendiamo perfettamente conto, come frasi del genere possano apparire semplici esercizi di stile quando in “Paranoid Room” c'è anima e cervello, forma e sostanza, idee e concretezze espresse su disco.

Si prenda ad esempio la title track, terza canzone dell'album. Un pezzo quasi lancinante nei suoi echi oscuri e inquietanti a cui aderisce perfettamente quanto hanno dichiarato Paolo Oliva e Massimiliano Alfi durante la realizzazione: «“Abbiamo cercato di suonare quello che di più intimo è impresso nella nostra coscienza”».

Quindi si parla, anzi si suona di una questione privata, talmente privata e personale da divenire universale, proprio come gli allucinati pensieri e i folli aforismi nicciani.

Paranoid Room è prodotto dal collettivo artistico Misto Mame, un collettivo che sta facendo molto parlare di sé e che rilascia sul mercato i propri lavori attraverso una serie di stampe limitate.

Più che album veri e propri infatti, questi lavori facenti parte della serie Empty Copies si presentano come una sorta di opera d'arte: il numero limitato come abbiamo ricordato prima, un codice che permette l'intero download dell'album e copertine sempre molto curate (in questo caso da Siberia Calabria e da Frank Brait.

Paranoid Room è un album che non lascia indifferenti. Proprio come il 3 gennaio del 1889, quando Nietzsche abbracciò un cavallo a Torino per proteggerlo dalle frustate del suo vetturino e all’orecchio gli mormorò: “Fratello mio”.