di Alessandro Re
Un pittore dorme nel suo letto, ha l’ombra della morte tra le pieghe del volto e una pallottola sta per entrare dalla sua finestra. Il proprietario del proiettile è El Niño, il killer. E presto il pittore scoprirà che successo e fallimento sono parte della stessa medaglia.
Un vecchio cammina solitario nelle strade notturne di New York, ha le scarpe sformate ed è disarmato. È un celebre ladro che si prepara per l’Ultimo Piano, la sua Opera finale.
Al Cafè des Arts un mercante d’arte senza remore e un tranquillo avventore italiano fondano la loro intesa sulla menzogna reciproca.
Ma ora mettetevi comodi perché un film sta per iniziare, e parla anche di quest’ultima notte, prima della fine dei colori.
Ladies ‘n gentlemen… MAKING MOVIES (2009) di Hector Luis Belial.
Frammenti di una notte. Capitolo XI. Immagina d’essere sdraiato nel tuo letto, e di girare su te stesso. Non preoccuparti del tempo, dello spazio, della gravità e tutto il resto. Esci dalla realtà. Lasciala a chi se l’è comprata, la realtà. A chi la sceglie, la distorce e la rielabora attraverso tv e giornali. Dimenticati tutto. Siete tu e il tuo letto che gira su se stesso. Ecco ora immaginati questo libro come un nastro che corre nel tuo vecchio stereo. E tu l’ascolti, questo libro. Mica lo leggi. Ecco adesso siete tu e questa voce. Una voce profonda, da doppiatore hollywoodiano. E questa voce ti racconta il libro, in pieno trip. Making Movies (2009) non è un libro per sobri. O per gente lucida. Razionale. In giacca e cravatta. È al contrario la perfetta colonna sonora di un trip da stupefacenti, come peraltro suggerito nell’ENTR'ACTE che spezza il libro in primo e secondo tempo, come fosse un film. Ecco, appunto, il film. I rimandi alla cinematografia e al mondo del cinema sono molto frequenti, e partono dal titolo stesso del libro, Making Movies, scelto dall’autore – Hector Luis Belial – per il suo doppio accostamento al rock e al cinema (Making Movies, album del 1980 dei Dire Straits, ascoltato più volte da Belial durante la fase di scrittura. Movies, al plurale, perché il libro è una carrellata di storie, personaggi, comparse e punti di vista). Le pagine sono inquadrature. Il lettore si muove libero tra i confini della sceneggiatura. Personaggi, comparse, situazioni. Un cazzo di casino. Postmodernismo, lo chiamano. A me sembra più un’orgia confusa di corpi e sentimenti. Qualcosa di buono. Un’esperienza strana. Sicuramente originale. Un libro che non ha genere né etichetta. Libero. Un libro che va letto e basta.
“Sei sempre stato così, Jamar. Come uno specchio. Non sei niente se nessuno ti guarda.”
Hector Luis Belial
(tratto da Making Movies, 2009)
Hector Luis Belial è nato nel 1987. Ha esordito con il romanzo Saxophone Street Blues (Las Vegas edizioni, 2008). L’autore ha deciso di non rilasciare altre notizie biografiche. Per saperne di più, sul “personaggio Belial” e il suo mistero, visitate il suo blog che vi lascio qui di seguito. Troverete racconti, interviste e molto altro:
http://hectorbelial.blogspot.com