Il cielo non è un fondale – Deflorian/TagliariniThéâtre Vidy Lausanne"Il Cielo non e un Fondale" Texte et mese en scène de Daria Deflorian e Antonio Tagliarini

Quell’identità sospesa tra il sé e l’altro

Il paesaggio interiore di Deflorian/Tagliarini ne 'Il cielo non è un fondale'

Il cielo non è un fondale. Come a dire: la vita non è finzione, e quindi la vita non è teatro, se per teatro si intende quella serie di artifici convenzionali vòlti a “rappresentare”. E certo questo non è proprio il caso del teatro di Deflorian/ Tagliarini, perché ne Il cielo non è un fondale, la vita, ci entra per davvero, tanto che non è chiaro se stiamo assistendo a una chiacchierata fra amici, a uno spettacolo di attori che recitano sé stessi, o semplicemente a persone “normali” capitate sul palco per puro caso. Ed è quella vita però che non contempla imprese, passioni o esperienze grandiose ma piuttosto l’attimo di un presente sfuggente: quel rumore di sottofondo della vita reale a cui non si dà mai ascolto ma che sta lì, dato per scontato, proprio come quella distesa blu che convenzionalmente chiamiamo cielo e che in realtà è la materia stessa che respiriamo.

Foto © Valerie Jouve

Così, al teatro India, ecco che sotto lo stesso cielo – un fondale nero – si stagliano quattro personaggi alle prese con le proprie vite. Per parlare della realtà si comincia nientemeno che da un sogno, ovvero la rappresentazione sintomatica di una quotidianità rimossa, come il senso di colpa per non dare soldi a una barbona (forse “il fondale” taciuto per eccellenza) per strada. Ed è a partire da questo episodio di cattiva coscienza upper class che le quattro voci metropolitane si intrecciano, si rispondono e si affastellano per dare vita ciascuna alle proprie aspirazioni, delusioni, incidenti di percorso o anche a intermezzi cantati (Monica Demuru), all’interno di quel fondale nero che non è soltanto un semplice contenitore dell’esperienza ma rappresenta quella serie infinitesimale di relazioni di sottofondo cui nessuno bada e che qui invece assumono più importanza degli eventi stessi, come fare la spesa al supermercato, o parlare con gli avventori di un baracchino alle quattro del mattino per rassicurarsi che, in fondo, c’è sempre chi sta peggio.

Foto © Valerie Jouve

Fra le sincere preoccupazioni di chi si interroga sulla realtà attorno a sé e l’autoindulgenza che assolve dai propri pensieri, fra il calore rassicurante del focolare domestico e l’alienazione del mondo esterno, fra l’insondabilità dell’interiore e l’ironica certezza dell’interno casa, questa drammaturgia – volutamente frammentata — intreccia dei nodi complessi che non riesce però a sciogliere del tutto, lasciando i molteplici spunti di riflessione, sempre brillanti, attuali, incisivi, in una composizione eterea quanto dispersiva che ne mina la fluidità e impedisce così di ricostruire un quadro d’insieme più compatto dei problemi trattati.

Foto © Valerie Jouve

Francesco Alberici, Monica Demuru, Antonio Tagliarini e Daria Deflorian (la migliore in scena, se non della scena italiana) attraversano al contempo paesaggio urbano e interiore – con l’arduo (e riuscito) compito di assorbire su di sé, soltanto con la potenza evocatrice della parola e della presenza, tutto ciò che manca ad una scena spartana – nella volontà di sviscerare quelle corrispondenze tra interno ed esterno che in modo impercettibile costruiscono l’identità: quell’implacabile “io obeso” che più sembra fuggire da sé stesso più sembra ritornare con pari forza centripeta a fagocitarsi, sempre.

Ascolto consigliato

Teatro India, Roma – 24 novembre 2016

Crediti ufficiali:

IL CIELO NON È UN FONDALE
di Daria Deflorian, Antonio Tagliarini
con Francesco Alberici, Daria Deflorian, Monica Demuru, Antonio Tagliarini
Collaborazione al progetto Francesco Alberici, Monica Demuru
Testo su Jack London Attilio Scarpellini
Assistente alla regia Davide Grillo
Disegno luci Gianni Staropoli
Costumi Metella Raboni
Costruzione delle scene Atelier du Théâtre de Vidy
Direzione tecnica Giulia Pastore
Accompagnamento, Distribuzione internazionale Francesca Corona
Organizzazione Anna Damiani
Produzione Sardegna Teatro, Teatro Metastasio di Prato, Emilia Romagna Teatro Fondazione Coproduzione Odéon – Théâtre de l’Europe, Festival d’Automne à Paris, Romaeuropa Festival, Théâtre Vidy-Lausanne, Sao Luiz – Teatro Municipal de Lisboa, Festival Terres de Paroles, théâtre Garonne, scène européenne – Toulouse
Sostegno Teatro di Roma
Collaborazione Laboratori Permanenti / Residenza Sansepolcro, Carrozzerie | n.o.t / Residenza Produttiva Roma, fivizzano 27 / nuova script ass. cult. Roma
Foto © Valerie Jouve
Gallery © Elizabeth Carecchio