David Fincher

100 registi (e tantissimi film) che migliorano una vita

L’estetica del commercial pubblicitario e del videoclip ha partorito negli anni Ottanta e Novanta molte nuove leve registiche, da Spike Jonze a Michel Gondry, ma senza dubbio l’artista che ha incontrato il maggiore successo nel settore è stato David Fincher. Dopo aver girato oltre cinquanta videoclip (e ancora oggi non ha perso il vizio, Suit & Tie di Justin Timberlake porta la sua firma), esordisce sul grande schermo con un compito davvero complicato: proseguire uno dei franchise fantascientifici più importanti di sempre con Alien3, una pellicola che divide critica e pubblico.

Il vero successo lo raggiunge con Seven, cult movie che sbanca al botteghino e che evidenzia lo stile del regista di Denver, Colorado: montaggio serrato, sequenze adrenaliniche, grande abilità con la cinepresa, un’estetica moderna e al passo coi tempi. Dopo il fenomenale successo del thriller con Brad Pitt, inizia la fase forse meno commercialmente meno fortunata della sua carriera: fra il 1997 e il 2007 gira The Game, Fight Club, Panic Room e Zodiac, quattro pellicole che non riusciranno ad eguagliare i sontuosi incassi di Seven, ma che diventano a loro modo opere molto apprezzate nel lungo periodo. In particolar modo Fight Club, tratto da un romanzo di Chuck Palahniuk, è un grido disperato contro il consumismo dell’era moderna che si piazza stabilmente fra i film più amati del decennio.

Il 2008 è un anno importante per Fincher che lo vede rilanciarsi come nome di punta del panorama americano: sempre con al fianco lo stimato Brad Pitt, Il curioso caso di Benjamin Button, stravagante racconto di un uomo nato vecchio e che muore neonato, supera negli incassi totali perfino Seven e stupisce il mondo con una storia romantica e potente, avvalsasi di incredibili effetti speciali per mostrare l’insolita evoluzione del protagonista.

Da qui in avanti, è un successo dopo l’altro: The Social Network (2010) è la modernissima rappresentazione dei rapporti sociali al tempo di Facebook, Millennium – Uomini che odiano le donne (2012) ripensa il primo capitolo della trilogia di Stieg Larrson, stendendole entrambe sul distorto tappeto musicale di Trent Reznor, leader dei Nine Inch Nails.

L’ecletticità di Fincher si esprime anche nei nuovi media, fra la regia dello short movie promozionale del videogame per Xbox 360 Halo 4 (Scanned, 2012) e la produzione di House Of Cards, primo esperimento telefilmico della piattaforma di video on demand Netflix con protagonista un implacabile politico con le fattezze di Kevin Spacey, di cui ha anche diretto i primi due episodi.