bigelow

Kathryn Bigelow

100 registi (e tantissimi film) che migliorano una vita

Avete presente Point Break? Primo ed unico caso di genere poliziesco-surfista, con livelli di testosterone da cardiopalma? Un cult per tutti coloro che erano teenager alla fine degli Ottanta. Si proprio quel film in cui c’è una sequenza in cui, partendo da terra, si viene catapultati su un piccolo aereo e poi fuori da esso ed infine ci si tuffa in acqua. Dalle riprese aeree a quelle subacquee in un attimo, compresa coreografia di gruppo in caduta libera. Beh, la regista è una donna.

È Kathryn Bigelow, regista, sceneggiatrice e produttrice. Kathryn è anche la regista di Strange Days, racconto tra il noir ed il fantascientifico, spesso sottovalutato ma che a tratti riesce a non far rimpiangere Blade Runner. Anche in questa opera la Bigelow ha un gusto tipicamente maschile, le figure femminili sono una prostituta uccisa, una prostituta viva ed un arma letale che fa da guardia del corpo al protagonista. La lista potrebbe continuare con K-19,  ambientato in un sottomarino e Zero Dark Thirty in cui si racconta di un gruppo di Navy SEAL che cattura Osama Bin Laden. Niente di più maschile. Ma il film sicuramente più importante per Kathryn Bigelow è The Hurt Locker, incentrato su un gruppo di artificieri e sminatori dell’esercito statunitense in missione in Iraq. È il più importante perché con questo film ha vinto l’Oscar per la regia nel 2010, finora unica donna a vincere tale premio. Insomma la sua era tutta una strategia: per vincere un premio vinto fino ad allora solo da uomini, l’unico modo era pensare come un uomo e così ha fatto!